Tommaso Napoli - 3 febbraio 2011


In occasione del quarto anniversario, la vedova Raciti dichiara: “Mio figlio aveva paura di toccare un pallone!”

marisa_raciti

Catania. 03 febbraio 2011. Nello speciale “Mondo Folle, quattro anni dopo”, andato in onda ieri, mercoledì 02 febbraio, su Sky Sport 1, a quattro anni di distanza dalla morte dall’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti, vittima della violenza esplosa nel derby Catania-Palermo, il ricordo della moglie Marisa nell’intervista esclusiva rilasciata a Sky Sport e una ricostruzione della follia di quel maledetto 02 febbraio 2007.

Di seguito alcune delle dichiarazioni rilasciate da Marisa Raciti:
“Sono passati quattro anni, i ragazzi e io abbiamo trovato quell’equilibrio e parte di quella serenità interiore che erano andati via.”
“La prevenzione non è certezza di cambiamento, bisogna che cambi la cultura, la mentalità e questo ancora non lo vedo.”
“La sentenza non mi ha dato piacere, perché qualunque condanna non sarà mai pari alla condanna che hanno dato a mio marito.”
“Mio figlio Alessio aveva paura di toccare un pallone, non lo toccava perché gli sembrava di mancare di rispetto al padre, perché quel pallone rappresentava un’arma. Adesso quella paura l’ha superata. Gioca dimostrando il piacere di giocare, che poi è ciò che dovrebbe rappresentare lo sport.”

Anche il Catania calcio ha ricordato l’ispettore Filippo Raciti con una breve nota dove il club etneo rende omaggio alla memoria dell’ispettore capo della polizia di Stato in occasione del quarto anniversario della tragica scomparsa, e rivolge un affettuoso pensiero alla famiglia del valoroso tutore dell’ordine.

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