Annamaria Balistrieri - 6 giugno 2011


Batterio killer: la causa il germoglio di soia

Batterio killer: la causa il germoglio di soia

Batterio killer: la causa il germoglio di soia

CATANIA, 6 giugno 2011 – “Abbiamo identificato un prodotto che è stato fornito in tutte le località in cui si sono verificate vaste infezioni di Ehec” è l’annuncio fatto in conferenza stampa da Gert Lindemann, ministro dell’Agricoltura della Bassa Sassonia. Pare infatti che gli esperti abbiano rintracciato il focolaio dell’infezione del batterio killer in un’azienda biologica che si trova nella provincia di Uelzen, città della Bassa Sassonia, e che produce fra gli altri prodotti, anche germogli di soia, i possibili responsabili dell’epidemia di Escherichia Coli. Rimane ancora da capire se il batterio era nei semi o nell’acqua di irrigazione, sta di fatto che la coltivazione in botte con vapore, tecnica utilizzata dall’azienda, rappresenta l’ambiente ideale per la proliferazione dell’ E.Coli. Nelle prossime ore si avrà la conferma dai test definitivi di laboratorio, nell’attesa il ministro consiglia di “evitare di consumare per il momento qualsiasi tipo di germoglio di soia”. Dopo il cetriolo spagnolo è dunque la volta dei germogli: la Germania però, stavolta, mette le mani avanti e comunica che quello lanciato non è un allarme, ma, come spiega Frederic Vincent, portavoce UE, solo una condivisione delle informazioni possedute dalle autorità mediche.
Il numero delle vittime intanto è salito a 22. Per quanto riguarda la situazione in Italia, è rientrato il falso allarme sia del turista tedesco a Merano, che della donna toscana.
Intanto la Coldiretti ha chiesto un risarcimento per i danni subiti dai produttori del settore ortofrutticolo alle autorità europee: “Il rincorrersi di falsi allarmi ha alimentato una psicosi che si sta riflettendo sui consumi dei cittadini europei ma ha anche offerto alibi a misure protezionistiche come il blocco delle importazioni dalla Russia con danni gravi danni economici. L’incertezza sta avendo effetti devastanti sui mercati poiché oltre un cittadino europeo su tre (35 per cento), secondo Eurobarometro, evita di acquistare i prodotti di cui ha sentito parlare nell’ambito di una emergenza relativa alla sicurezza alimentare”… “Dopo le importanti rassicurazioni del Ministro della Salute Ferruccio Fazio sulla assoluta assenza di rischi nel consumo di frutta e verdura italiana che garantisce qualità e sicurezza, l’unico pericolo certo che corre l’Italia è il danno economico per i produttori agricoli che ha già raggiunto i 25 milioni di euro per i coltivatori nazionali”.

Annamaria Balistrieri

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