Tommaso Napoli - 30 luglio 2011


Giorgio Napolitano: ancora un secco “no” sui ministeri al Nord

Giorgio Napolitano: ancora un secco no sui ministeri al Nord

Giorgio Napolitano: ancora un secco “no” sui ministeri al Nord

CATANIA, 30 luglio 2011. Giorgio Napolitano: ancora un secco “no” sui ministeri al Nord. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, preoccupato per la situazione “ministeri al Nord” ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, esprimendo ancora una volta la sua preoccupazione per la possibilità di portare i ministeri al Nord. Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera ufficiale che Napolitano ha mandato a Berlusconi…

Ecco il testo della lettera:
”Mi risulta che il Ministro delle riforme per il federalismo e il Ministro per la semplificazione normativa, con decreti in data 7 giugno 2011 hanno provveduto a istituire proprie ”sedi distaccate di rappresentanza operativa”; ho appreso altresi’ che analoghe iniziative verrebbero assunte a breve anche dal Ministro del turismo e dal Ministro dell’economia e delle finanze. Come ho gia’ avuto occasione di sottolineare al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dott. Letta, la dislocazione di sedi ministeriali in ambiti del territorio diversi dalla citta’ di Roma deve tener conto delle disposizioni contenute nel regio decreto n. 33 del 1871, ancora pienamente vigente, che nell’istituire, all’articolo 1, Roma quale capitale d’Italia ha altresi’ previsto che in essa abbiano sede il Governo ed i Ministeri. E’ altresi’ noto che la scelta di Roma capitale e’ stata costituzionalizzata con la riforma del titolo V della nostra Carta che, con la nuova formulazione dell’articolo 114, terzo comma, ha da una parte introdotto un bilanciamento con le piu’ ampie funzioni attribuite agli enti territoriali e dall’altra ha posto un vincolo che coinvolge tutti gli organi costituzionali, compresi ovviamente il Governo e la Presidenza del Consiglio: vincolo ribadito dalla legge n. 42 del 2009, che all’art. 24 prevede un primo ordinamento transitorio per Roma capitale diretto a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma e’ chiamata a svolgere quale sede degli Organi Costituzionali. Infine, recentemente e sia pure in un contesto non univoco, nel corso dell’esame parlamentare del d.l. n. 70 del 2011, sono stati discussi e votati diversi ordini del giorno finalizzati ad escludere ipotesi di delocalizzazione dei Ministeri pur nell’accoglimento, senza voto, di un o.d.g. di contenuto autorizzatorio.”

Giorgio Napolitano: ancora un secco “no” sui ministeri al Nord

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