Tommaso Napoli - 4 marzo 2013


Bersani-Grillo, ancora un botta e risposta: il leader PD non rinuncia al finanziamento pubblico

Bersani-Grillo, ancora un botta e risposta: il leader PD non rinuncia al finanziamento pubblico

Bersani-Grillo, ancora un botta e risposta: il leader PD non rinuncia al finanziamento pubblico

Ancora un botta e risposta tra Pier Luigi Bersani e Beppe Grillo. L’ex comico e leader del Movimento 5 Stelle, come sempre lancia un post sul suo blog, mentre il leader del PD risponde nella sua ospitata a ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio. Andiamo prima a leggere le parti salienti scritte da Grillo nel suo blog, beppegrillo.it, alle ore 14 di ieri: “L’elettore, al momento del voto, crede in buona fede alle dichiarazioni di Tizio o Caio, di Scilipoti o De Gregorio. Lo sceglie per la linea politica espressa dal suo partito e per il programma. Gli affida un mandato di un lustro, un tempo lunghissimo, per rappresentarlo in Parlamento e per attuare i punti del programma. Gli paga lo stipendio attraverso le sue tasse perché mantenga le sue promesse. Il voto è un contratto tra elettore ed eletto ed è più importante di un contratto commerciale, riguarda infatti la gestione dello Stato. Se chi disattende un contratto commerciale può essere denunciato, chi ignora un contratto elettorale non rischia nulla, anzi di solito ci guadagna. E’ ritenuto del tutto legittimo il cambio in corsa di idee, opinioni, partiti. Si può passare dalla destra alla sinistra, dal centro al gruppo misto, si può votare una legge contraria al programma. Insomma, dopo il voto il cittadino può essere gabbato a termini di Costituzione”. Ed infine: “Per cinque anni il parlamentare vive così in un Eden, in un mondo a parte senza obblighi, senza vincoli, senza dover rispettare gli impegni, impegni del resto liberamente sottoscritti per farsi votare, nessuno lo ha costretto con una pistola alla tempia a farsi inserire nelle liste elettorali. La circonvenzione di elettore è così praticata da essere diventata scontata, legittima, la norma. Non dà più scandalo. Viene concesso al parlamentare libertà preventiva di menzogna, può mentire al suo elettore, al suo datore di lavoro, senza alcuna conseguenza invece di essere perseguito penalmente e cacciato a calci dalla Camera e dal Senato”.

Bersani a ‘Che tempo che fa’
“Lo dico io prima di Grillo che gioca a l’uomo mascherato in giro che io di tavolini non ne apro, non sto scambiando sedie, non ho intenzione di fare patti. Ha voluto venire in parlamento, ha un terzo dei parlamentari, adesso dica che cosa vuole fare… Tutti a casa? Tutti, anche lui!”. Il leader del Partito Democratico non è favorevole ad abolire finanziamento pubblico ai partiti come il Movimento 5 Stelle propone: “Non sono disposto a rinunciare ad un principio, fosse anche per un euro, che da Clistene in poi è un principio collegato alla democrazia e cioè che la politica ha una qualche forma di sostegno pubblico, sennò la fanno solo gli ottimati e i miliardari. Chiedo che si discuta su altri punti”.

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