Filippo Mammì - 2 agosto 2014


Bronzi col tanga, in molti chiedono le dimissioni della Bonomi

Bronzi col tanga, in molti chiedono le dimissioni della Bonomi

Bronzi col tanga, in molti chiedono le dimissioni della Bonomi

Quest’anno l’estate avrà fatto i capricci, ma si sta rivelando particolarmente calda per i Bronzi di Riace. Mentre le polemiche per le affermazioni di Sgarbi su di essi di pochi giorni fa (“Sono ostaggi della ndrangheta“) non si sono del tutto sopite, ecco che arriva un’altra notizia che porterà anch’essa un codazzo di indignazione e, forse, di dimissioni. Ieri, sul sito Dagospia, è comparso un video che ritrae i due guerrieri agghindati come icone gay, con tanto di tanga leopardato, boa colorati e veli di tulle bianco. Il video è il backstage di un servizio fotografico del francese Gerald Bruneau, non nuovo a questo genere di provocazioni: qualche anno fa, avvolse in un tulle rosso la statua di Antonio Canova ritraente Paolina Bonaparte, custodita a Villa Borghese a Roma. Il video è stato girato nella grande sala del Museo nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria in cui sono esposti i Bronzi.

Le fotografie di Bruneau sono state realizzate, a detta dell’autore, per “scuotere le coscienze affrontando le tematiche più spinose e pressanti, tra cui la dignità, l’uguaglianza e la giustizia sociale“. Le polemiche non sono certo nate a causa delle tematiche a favore dei movimenti omosessuali, anche se a qualcuno avrà certo fatto impressione vedere due icone di virilità come le due statue trasformate in drag queen, quanto per un articolo, a seguito dell’argomento, comparso sempre su Dagospia in cui si accusa l’Italia di sfruttare poco e male le grandi risorse dei beni culturali. Questa la polemica nazionale; la polemica locale, che a spinto molti a Reggio a chiederne le dimissioni, riguarda Simonetta Bonomi, soprintendente dei beni archeologici in Calabria, che nell’articolo di Dagospia ha protestato sostenendo che le fotografie sono state realizzate senza che venisse concordato il contenuto con lei . Ma secondo alcuni le cose sarebbero andate diversamente: è vero che Bruneau risulta inserito in un gruppo di giornalisti e fotografi organizzato dalla Regione Calabria, ma è improbabile che abbia potuto operare e scattare foto senza che gli addetti al controllo intervenissero, e sarebbe comunque preoccupante che qualcuno se ne sia infischiato. Nel video, si notano chiaramente Bruneau e i suoi assistenti “vestire” i Bronzi, addirittura li toccano e li maneggiano senza che nessuno intervenga, eppure è nota la fragilità strutturale delle due statue che meno si toccano e meglio sarebbe. Il sito d’informazione reggino Strill.it ha contestato l’accaduto portando avanti due motivi: il primo è che chiunque potrebbe allora toccare i Bronzi o persino deturparli se lo volesse, il secondo è, se la Bonomi non sapesse veramente nulla, per quale motivo avrebbe dato il via libera con tanta superficialità? Prima si pontifica che i Bronzi non possono essere spostati e vanno toccati con la massima attenzione e poi vengono trattati alla stregua di manichini da persone che non fanno neppure parte della Sovrintendenza? Senza nulla togliere al reale valore artistico delle fotografie di Bruneau, resta il fatto che si è concessa l’autorizzazione a toccare le due statue con estrema e disarmante facilità. Adesso, in molti si chiedono come la Bonomi si regolerà, se ammetterà di avere sbagliato oppure se darà le dimissioni. In queste ore, sono aumentate le voci che gliele chiedono.

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  1. cosimo 3 agosto 2014 at 09:58 -

    Io penso che in un’era moderna non bisogna per forza pensare ad un oltraggio dell’arte, anzi una trovata cosi’ spontanea deve spingerci a riflettere di piu’ sui valori della storia e di quello che essa puo’ oggi insegnarci. Quindi nessune grida di pietosi e sterili allarmismi come, appunto, le dimissini della Bonomi perche’ non vi e’ stato alcuno scandalo anzi una rivoluzione del messaggio pubblicitario.
    Bravissimo Bruneau!

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