Filippo Mammì - 9 agosto 2014


Corona&Travaglio: il giornalista accoglie un appello del fotografo

Corona&Travaglio: il giornalista accoglie un appello del fotografo

Corona&Travaglio: il giornalista accoglie un appello del fotografo

Un grido di dolore è giunto dal carcere milanese di Opera: Fabrizio Corona chiede aiuto in una lunga lettera aperta, letta dalla madre Gabriella durante il programma In Onda su La7. Dalle parole del testo esce fuori un serio disagio verso il sistema carcerario e l’ex re dei paparazzi è palesemente depresso: “Che cosa mi hanno fatto? Che cosa sono riusciti a farmi? – esordisce Corona – Non è giusto, è allucinante, incredibile, schifoso. Sono quasi due settimane che non esco più dalla cella, non dormo più, non vado più all’aria e non partecipo più a nessuna attività; non parlo neanche più con nessuno, mangio a malapena, ho lo sguardo perso nel vuoto”. La madre di Corona, dopo la lettura della lettera, ha espresso parole di preoccupazione per la salute psico – fisica del figlio, ma nell’immediato futuro c’è sempre il carcere: deve infatti scontare otto anni: “Non sono uno stinco di santo, è vero, mi sono preso le mie responsabilità e mi sono fatto la galera, ma non sono un criminale”. Strano ma vero, il primo ad accogliere questa accorata richiesta d’aiuto è stato il giornalista del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, che, tramite un editoriale, ha addirittura chiesto la grazia per Corona al Presidente della Repubblica; nell’editoriale, non si sa se con tono serio o sarcastico, Travaglio ha motivato la sua presa di posizione alludendo all’assoluzione di Silvio Berlusconi per il processo Ruby lo scorso 18 luglio, in cui l’ex premier è stato assolto dai reati di concussione e prostituzione minorile.

“Che ci fa uno come Corona nel carcere di massima sicurezza di Opera per scontarvi un cumulo di condanne a 13 anni e 8 mesi, poi ridotte a 9? E’ normale che un quarantenne, che non ha mai torto un capello a nessuno, marcisca nella stessa prigione in cui sono rinchiusi alcuni boss mafiosi al regime del 41 bis, per giunta con il divieto di curarsi e rieducarsi fino al 50° compleanno?” ha scritto il cronista.

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