Filippo Mammì - 13 agosto 2014


Modena, rubato in chiesa un quadro del Guercino: “Vale 6 milioni”

Modena, rubato in chiesa un quadro del Guercino: "Vale 6 milioni"

Modena, rubato in chiesa un quadro del Guercino: “Vale 6 milioni”

Un furto è stato consumato stanotte nella chiesa di San Vincenzo in corso Canalgrande a Modena: oggi è stata denunciata la sparizione di un quadro del Guercino, intitolato la Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo, risalente al 1639. Si tratta di un’opera dal valore inestimabile, che fino a pochi giorni fa era esposta alla reggia di Venaria Reale di Torino. L’allarme è stato dato dal parroco. Il furto ha fatto scalpore perchè la chiesa si trova in pieno centro, a due passi dal tribunale e dalla Procura di Modena. Il quadro del Guercino è sicuramente il caso più eclatante degli ultimi decenni nel panorama modenese, ma sembra che, da qualche settimana, molte chiese della provincia siano in balia di bande di ladri senza scrupoli, infatti molti luoghi di culto dei piccoli centri sono state saccheggiate di calici, candelabri, arredi sacri e quadri di scarso valore artistico. Erano state anche intensificate le misure di sicurezza. L’opera rubata, risalente al periodo della maturità artistica del Guercino, è stata stimata del valore tra i 5 e i 6 milioni di euro; il critico Vittorio Sgarbi ha montato una polemica contro le istituzioni locali, commentando la notizia, attribuendo loro una “responsabilità grave”. “In quella chiesa non c’era un sistema d’allarme – ha detto – com’è possibile che un’opera così preziosa sia stata lasciata senza misure di sicurezza?”. Secodno Sgarbi, il furto è inoltre inspiegabile, in quanto l’opera del Guercino è invendibile, nessun museo o privato la comprerebbe mai: “Secondo me, il furto è stato operato da una banda di stranieri inconsapevoli – ha sostenuto Sgarbi – che non sanno nulla delle leggi di mercato oppure che vogliono chiedere un riscatto”.

La Soprintendenza dei beni storici e artistici delle province di Modena e Reggio Emilia ha voluto controbattere alle accuse di Sgarbi: “Abbiamo enormi problemi di economia e risorse per tutelare l’immenso patrimonio artistico e storico del nostro territorio – hanno fatto sapere i funzionari – magari avessimo le risorse per mettere allarmi ovunque”. Hanno inoltre sottolineato che il quadro del Guercino era in una parrocchia, quindi di proprietà della Curia: “Non c’era allarme, è vero, ma noi consigliamo sempre che i luoghi di custodia senza allarme siano tenuti chiusi. La chiesa era chiusa, in effetti, ma i malviventi sono capaci di tutto”.

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