Filippo Mammì - 11 agosto 2014


Teatro Valle: gli occupanti hanno iniziato lo sgombero

Teatro Valle: dopo tre anni gli occupanti hanno iniziato lo sgombero

Teatro Valle: gli occupanti hanno iniziato lo sgombero

Dopo tre lunghi anni di incertezze, l’occupazione del teatro Valle di Roma volge al termine: gli occupanti dello stabile hanno iniziato a portare fuori scatole imballate, materassi, fotografie, sceneggiature ed archivi. E’ quindi terminato la scorsa notte il presidio di artisti, lavoratori dello spettacolo e attivisti dei Beni Comuni, che si battevano per evitare che il teatro chiudesse e venisse trasformato in un supermercato: “Dormiremo in strada – avevano annunciato nell’ultima assemblea – sotto il cielo di Roma a guardare le stelle di San Lorenzo ed esprimere i nostri desideri e poi lunedì consegneremo al Comune le chiavi della sala dopo una conferenza stampa alle 11, durante la quale illustreremo i progetti della nuova Fondazione Teatro Valle Bene Comune, oltre a fare appelli affinché il nostro lavoro di teatro partecipato aperto alla cittadinanza resti in piedi”. La decisione è stata presa nella giornata di sabato, a causa della situazione venutasi a creare, in quanto gli occupanti, stretti tra l’ultimatum del Campidoglio ad andarsene e la difesa ad oltranza del teatro, si sono visti costretti a cercare una mediazione. Il loro intento, hanno detto, è di evitare prima di tutto uno sgombero forzato e poi di porre le condizioni per costruire una cooperazione vera tra istituzioni classiche ed “istituzioni del bene comune“. Quindi, da oggi inizia una nuova era per il teatro Valle, mentre ancora sta avvenendo il trasloco, ma la metamorfosi, assicurano gli (ormai ex) occupanti, ci sarà; per il momento, verrà chiuso per i lavori di manutenzione, e poi diverrà la sede del teatro partecipato, se si arriverà alla firma della convenzione tra Teatro di Roma (a cui è stata affidata la sala teatrale dal Comune) e la Fondazione creata ad hoc dagli ex dimostranti, ancora non riconosciuta ufficialmente dal prefetto per ragioni logistiche.

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