Filippo Mammì - 18 settembre 2014


Cagliari: sesso in cambio di buoni voti, arrestato un docente

Cagliari: sesso in cambio di buoni voti, arrestato docente di matematica

Cagliari: sesso in cambio di buoni voti, arrestato un docente

Una squallida vicenda è venuta fuori a Cagliari: un professore di matematica avrebbe costretto, per quasi dieci anni, alcune studentesse del liceo dove insegnava a subire ricatti e violenze sessuali, promettendo in cambio volti alti sulla pagella. Le studentesse avevano tutte dai 15 ai 18 anni e il docente avrebbe avuto anche rapporti completi con alcune di loro; il tutto è avvenuto in un istituto magistrale che si trova al centro del capoluogo sardo, per giunta davanti la Questura. Per il reato di minacce e violenza sessuale è stato arrestato Antonio Melis, 47 anni, posto agli arresti domiciliari; spavaldo, pare che, al momento dell’arresto questa mattina, abbia esclamato agli esterrefatti agenti: “Adesso mi farete diventare una star“. Ma quello che avrebbe combinato, in quasi dieci anni, non ha proprio niente di ammirevole: dall’ordinanza che lo ha portato ai domiciliari, a firma del gip del tribunale di Cagliari Giorgio Altieri, i capi d’imputazione vanno dalle minacce di stupro alla vera e propria violenza sessuale ai danni di una ragazzina minorenne che ha raccontato in lacrime la sua vicenda. Lo stupro, che sarebbe avvenuto nel 2005 mentre la prima denuncia ai danni del prof è arrivata solo nel 2011, sarebbe stato consumato in un’aula scolastica dell’ istituto, con la studentessa costretta a forza ad un rapporto sessuale, mentre un’altra ragazzina faceva da palo nel corridoio per non far entrare nessuno. Vi sono testimonianze che parlano di vessazioni, abusi della propria autorità d’insegnante, frustini ed altra oggettistica sadomaso, fino a far leva sui segreti inconfessabili e le debolezze degli studenti per ricattarli. Dalle pagine dell’ordinanza si evince che, in un’occasione, Melis avrebbe obbligato una studentessa a fare sesso con lui minacciandola altrimenti di riferire ai genitori della sua omosessualità, una cosa che la ragazzina gli aveva confidato per ottenere semplicemente un appoggio morale.

La vicenda è stata resa nota sulle pagine del quotidiano L’Unione Sarda: Melis era già oggetto d’indagine da tre anni, da quando era partita una prima denuncia da parte di alcuni colleghi che avevano raccolto lo sfogo della ragazza stuprata nel 2005; non insegnava più in quell’istituto da almeno un anno, essendo stato sospeso. Nel corso di nove anni avrebbe creato una vera e propria associazione a delinquere: inviava anche sms sessualmente espliciti alle ragazzine, ma nessuna lo aveva mai denunciato, per vergogna o paura.

 

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