Filippo Mammì - 26 settembre 2014


Costa Concordia, De Falco trasferito: “Sono molto amareggiato”

Costa Concordia, De Falco trasferito: "Sono molto amareggiato"

Costa Concordia, De Falco trasferito: “Sono molto amareggiato”

E’ un triste momento per il capitano di fregata Gregorio De Falco; dopo oltre dieci anni, termina per lui l’incarico nella sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno. A fine settembre sarà trasferito in altri uffici, ma sempre nella Direzione marittima di Livorno. De Falco era diventato famoso due anni fa quando, durante il naufragio della Costa Concordia al largo dell’Isola del Giglio, gestì al telefono le fasi salienti dei soccorsi sulla nave e fu proprio lui a chiamare il capitano Francesco Schettino, attualmente a processo, ordinandogli di tornare subito indietro con l’ormai proverbiale: “Salga a bordo, c…!”. “Proprio stamattina ho avuto notizia dal comandante Faraone che lascerò il servizio operazioni e sarò destinato ad un ufficio amministrativo. Sono molto amareggiato, perché da dieci anni la mia mansione professionale è l’operativa, ma sono un militare e obbedisco” aveva commentato ieri mattina il capitano ai microfoni dell’emittente Granducato Tv, durante la conferenza stampa di presentazione a Livorno dell’esercitazione di protezione civile “Liburnia 2014”.

Verrà chiesta un’interrogazione parlamentare per sapere i motivi di questa scelta
Il parlamentare Pd, Federico Gelli, ha annunciato che chiederà un’interrogazione parlamentare al ministro Lupi per conoscere i motivi di questa scelta. All’epoca del naufragio, De Falco era a capo della sezione operativa e, da un anno, era diventato caposervizio operazioni della Direzione marittima di Livorno: “Il ministero dei Trasporti chiarisca subito il perché di questa improvvisa decisione – ha dichiarato Gelli – nel bel mezzo del processo per il naufragio della Costa Concordia è giusto sapere se ci siano motivazioni particolari dietro questo trasferimento”. Per il suo operato durante le fasi cruciali del naufragio, il capitano De Falco aveva anche ricevuto l’encomio solenne dalla Marina militare: “Questa rimozione necessita degli opportuni chiarimenti pubblici – ha aggiunto Gelli – anche per fugare eventuali sospetti che la possano collegare all’attuale svolgimento del processo di Grosseto”. Tra l’altro sembra che, privatamente, De Falco si sia anche sfogato così: “Schettino lo portano ad insegnare all’università, io invece vengo trasferito”.

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2 Commenti pubblicati. Vuoi partecipare alla discussione? Invia il tuo commento!

  1. tommaso 26 settembre 2014 at 07:51 -

    Prima di tutto non doveva avvicinarsi così alla costa, quindi senza una necessità aveva modificato la rotta mettendo in pericolo sia la nave che tutte le persone che navigavano su di essa. In seguito tutte le manovre di salvataggio sono state fatte in ritardo senza avvisare con sollecitudine del pericolo i passeggeri che potevano senz’altro salvarsi totalmente. Però il caro “comandante” dove si trovava? In salvo su di una scialuppa.Poverino, gli manca solo un encomio.

  2. Vincenzo 26 settembre 2014 at 06:49 -

    Da tempo immemorabile che, in Italia, i cialtroni vengono premiati e le persone serie vengono penalizzate. Solo in Italia un cialtrone che ha ammazzato 32 persone si può permettere di dire che ha salvato tutti quelli che non sono morti. Solo In Italia un cialtrone può andare all’università con regolare invito. Solo in Italia un cialtrone, le cui responsabilità, in primis l’abbandono della nave, sono indiscutibili, stà a piede libero.

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