Tommaso Napoli - 26 settembre 2014


Crisi economica: discount frequentati da 3 milioni di famiglie

Crisi economica: discount frequentati da 3 milioni di famiglie

Crisi economica: discount frequentati da 3 milioni di famiglie

La crisi economica italiana influisce per forza di cose anche nella qualità della spesa. Attraverso un’analisi sulla base dei dati Istat sulla produzione industriale a luglio, la Coldiretti ha stabilito che il 47% delle famiglie italiane è quotidianamente alla ricerca di prodotti low cost e di punti vendita a basso costo. Dei dati per nulla incoraggianti per chi si aspettava a breve una ripresa dell’economia. Dall’analisi della Coldiretti emerge inoltre che il fatturato nell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco è in calo dell’1,7%. Ciò sarebbe dovuto alla diminuzione dei consumi interni. “A cambiare è in realtà – si legge nel comunicato della Coldiretti – anche il livello qualitativo degli alimenti acquistati con una tendenza a preferire i cibi a basso prezzo che non sempre offrono le stesse garanzie di qualità alimentare. Una conferma viene dal fatto che le vendite dei cibi low cost nei discount alimentari sono le uniche a far segnare un aumento consistente nel commercio al dettaglio in Italia”. “A pesare sull’industria alimentare e delle bevande – continua il comunicato della Coldiretti – è stato anche l’andamento negativo delle vacanze degli italiani che hanno tagliato il budget di spesa anche per gli alimentari mentre alcuni prodotti tipicamente stagionali hanno fatto registrare un calo dei consumi a causa del maltempo, dal gelato alla birra, dalle bibite alla frutta”. E non va di certo meglio nemmeno per gli acquisti familiari di frutta e verdura, crollati di oltre il 20 per cento negli anni della crisi “per un quantitativo che nel 2014 è sceso addirittura al di sotto dei 400 grammi per persona raccomandati dal Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”. “Si tratta – affermano dalla Coldiretti – degli effetti della spirale recessiva tra deflazione e consumi iniziata dal 2007 che sta mettendo a rischio le imprese e la salute consumatori e che occorre rompere per dare a tutti la possibilità di acquistare con fiducia la componente più importante della dieta estiva degli italiani, in un Paese come l’Italia che è leader europeo nella produzione”.

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