Filippo Mammì - 19 settembre 2014


Indagato il padre di Matteo Renzi per bancarotta fraudolenta

Indagato il padre di Matteo Renzi per bancarotta fraudolenta

Indagato il padre di Matteo Renzi per bancarotta fraudolenta

Il padre del presidente del Consiglio Matteo Renzi, Tiziano, sarebbe indagato dalla procura di Genova per il reato di bancarotta fraudolenta, collegato al fallimento di una società di distribuzione di giornali appartenuta alla famiglia del premier. L’indagine era già avviata da tempo e Tiziano Renzi avrebbe ricevuto solo nei giorni scorsi un avviso di prosecuzione delle indagini. La società in questione è fallita l’anno scorso, quando il padre del premier l’aveva già ceduta ad un imprenditore ligure. La vicenda era stata rivelata nei giorni scorsi dal Secolo XIX, che l’aveva ricostruita per primo rivelando che la ditta, la Chil srl, aveva avuto in passato come titolare lo stesso capo del Governo insieme alle sorelle. Ma nell’articolo comparso sul giornale genovese viene svelato anche un piccolo retroscena: poco prima di candidarsi alla presidenza della provincia di Firenze, Matteo Renzi aveva ceduto le proprie quote per essere poi assunto come dirigente, una mossa che gli aveva permesso di ottenere i contributi figurativi per il distacco all’attività amministrativa. Questa “macchia” sulla carriera renziana era già nota, raccontata dal Fatto Quotidiano e da Libero, ma adesso torna d’attualità perché l’azienda oggetto dell’indagine è stata in pratica l’ultimo datore di lavoro del premier prima di dedicarsi totalmente alla politica. In particolare, ci sarebbe un vecchio debito lasciato dai primi proprietari e mai saldato, che ora viene rivendicato nell’ambito del fallimento dell’azienda, che è stata rinominata come Chil Post, in cui i Renzi non avrebbero però più voce in capitolo.

Secondo il curatore fallimentare, ci sarebbero stati in passato dei passaggi sospetti di rami d’impresa e uscite di denaro ingiustificate. Intervistato dall’agenzia di stampa Reuters, Tiziano Renzi ha detto di essere tranquillo e di non aver ancora nominato un avvocato: “Ringrazio la magistratura perchè è un atto per tutelarmi – ha dichiarato – quando avrò tempo, diramerò un comunicato stampa“.

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