Filippo Mammì - 22 settembre 2014


Nicole Minetti: di nuovo igienista dentale, cerca studio a Roma

Nicole Minetti: di nuovo igienista dentale, cerca studio a Roma

Nicole Minetti: di nuovo igienista dentale, cerca studio a Roma

Nicole Minetti ci ripensa e vorrebbe tornare alla sua prima professione, quella che perlomeno la teneva al riparo dalle alte frequentazioni e dagli scandali. L’ex soubrette ed ex consigliera regionale alla Regione Lombardia starebbe progettando di riprendere il lavoro di igienista dentale (tale era quando l’ex premier Berlusconi l’aveva conosciuta) e sarebbe inoltre in procinto di aprire uno studio (o lo starebbe ancora cercando) a Roma, insieme all’amica Giorgia Venturini. La notizia è trapelata dal sito Social Channel e ripresa da Giornalettismo. Insomma, per la Minetti il futuro comprende un ritorno alle origini: archiviata (forse) anche la relazione con Claudio D’Alessio, figlio di Gigi, Nicole ha quindi deciso di ricominciare daccapo, dopo i fasti dell’era berlusconiana che, a distanza di pochissimo tempo, sembrano già preistoria per lei. Proprio esercitando come igienista aveva avuto modo di conoscere Berlusconi, una volta che fu ricoverato al San Raffaele di Milano, ma sembra che i due si fossero già conosciuti a uno stand di Publitalia, dove lei faceva la hostess. Soubrette e valletta prima di Scorie su Raidue e dopo di Colorado Cafè su Italia1, la Minetti era stata candidata, pare con le insistenze di Silvio Berlusconi, al ruolo di consigliera regionale presso la Regione Lombardia, venendo eletta (senza alcun trascorso politico) nel listino blindato di Formigoni e provocando non pochi mugugni proprio all’interno dell’allora Pdl per questo inserimento anomalo. La sua carriera politica è continuata fino al 2012, quando si è dimessa, ed è stata funestata dal processo Ruby, in cui lei risultava alla sbarra, insieme ad altri, per favoreggiamento della prostituzione. Nel 2013 è stata condannata in primo grado dal tribunale di Milano nell’ambito del processo Ruby bis, alla pena di 5 anni di reclusione e altri 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per lo stesso reato.

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