Alessia Onorati - 4 settembre 2014


Tumori, al Gemelli di Roma un “naso” elettronico per scovarli

Tumori, al Gemelli di Roma un "naso" elettronico per scovarli

Tumori, al Gemelli di Roma un “naso” elettronico per scovarli

Una tecnica rivoluzionaria per scovare i tumori alla prostata e alla vescica. Questo è quanto potrebbe diventare il “naso” elettronico a disposizione presso il Policlinico Gemelli di Roma che potrebbe rappresentare una seria svolta nei riguardi della diagnosi della malattia evitando esami invasivi e costosi. Lo strumento, unico in Italia, è in fase di sperimentazione per constatarne la sua efficacia anche se i medici sono ottimisti sulla possibilità di utilizzare il naso elettronico a fini diagnostici con efficacia. A parlarne è il direttore della clinica ospedaliera Pierfrancesco Bassi: “Al giorno d’oggi nasi elettronici sono in sperimentazione in diversi campi, per esempio per il tumore ai polmoni attraverso il respiro – spiega il dottore – mentre noi urologi possiamo contare sull’urina, un campione facile da raccogliere e analizzare. Ma i tumori che prevediamo di trovare sono quello della vescica, il più costoso per il Sistema sanitario nazionale, e quello alla prostata. Entrambi sono a diretto contatto con l’urina e rilasciano nel liquido molecole che si possono ‘annusare’.” Dunque il dispositivo permetterebbe di captare la malattia attraverso l’odore e a tal proposito il test verrà effettuato su cento pazienti  con il tumore al fine di verificare l’efficacia dello strumento. “L’idea di utilizzare gli odori per le diagnosi non è nuova – spiega il Dottor Bassi – Si pensi al fatto che alcune infezioni danno cattivo odore. Già in epoca vittoriana ai medici inglesi veniva insegnato a usare tutti i sensi e, più recentemente, si è scoperto che i cani, soprattutto i labrador, sono in grado di distinguere i tumori con l’olfatto. Questi animali dispongono di 200 milioni di recettori mentre l’uomo ne ha solo 5 milioni”. Una tecnica diagnostica che potrebbe rappresentare una svolta nel campo delle neoplasie, soprattutto per il suo basso costo di manutenzione e il suo non essere invasivo.

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