Alessia Onorati - 7 settembre 2014


Venezia, Leone d’oro a “Un piccione” dello svedese Roy Andersson

Venezia, Leone d'oro a "Un piccione" dello svedese Roy Andersson

Venezia, Leone d’oro a “Un piccione” dello svedese Roy Andersson

Un Leone d’Oro insperato ma gradito alla critica quello vinto dal regista svedese Roy Andersson nella 71esima Edizione della Mostra del Cinema di Venezia. “A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence” che tradotto in Italiano è “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza” ha infatti avuto la meglio sulla rosa di 20 film in concorso tra cui gli italiani “Il giovane favoloso” sul Giacomo Leopardi di Mario Martone interpretato da Elio Germano e “Hungry Hearts” di Saverio Costanzo che però si è guadagnato le Coppe Volpi per i due attori protagonisti:  Alba Rohrwacher, migliore interprete femminile e Adam Driver, miglior interprete maschile. Il Leone d’Argento è andato invece a “Le notti bianche del postino” del russo Andrei Konchalovskij mentre il Gran premio della giuria al danese “Lo sguardo del silenzio” di Joshua Oppenheimer. Grande felicità quella espressa dal vincitore del Leone d’oro Roy Andersson, che per la prima volta nella storia ha portato il prestigioso premio in casa svedese. “Sono felicissimo e profondamente commosso dall’aver vinto questo premio – ha detto Andersson dopo la vittoria –  in particolare in Italia. Questa è la prima volta che il Leone d’oro va a un film svedese, ne sono onorato, qui ho trovato un’atmosfera straordinaria e amichevole, so che avete buongusto”. Un omaggio al cinema italiano da cui ha attinto tanto, Roy Andersson che ha ricordato il Belpaese “da cui vengono tutti i film che mi hanno fatto diventare regista. Autori come De Sica, Visconti, Antonioni, Pasolini, sono tutti straordinariamente importanti nella storia del cinema e lo sono altrettanto quelli della generazione successiva, figli di emigrati negli Stati Uniti. I più grandi registi americani hanno tutti origini italiane. Sono orgoglioso di aver potuto trarre beneficio da persone di cosi tanto talento”.

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