Filippo Mammì - 9 novembre 2014


Assalita l’auto di Matteo Salvini al campo nomadi di Bologna

Assalita l'auto di Matteo Salvini al campo nomadi di Bologna

Momenti di alta tensione stamattina per il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, con la sua auto presa d’assalto da alcuni giovani dei centri sociali nei pressi del campo nomadi di via Erbosa, a Bologna. Salvini era atteso per un sopralluogo all’interno del campo da alcuni esponenti locali della Lega che erano presenti sul posto con un cartello che chiedeva a gran voce la chiusura dei campi nomadi e raccoglievano firme per alcune petizioni; ad un certo punto, alcuni giovani dei centri sociali si sono avvicinati a loro e gli preso e strappato il cartello. Sono seguiti alcuni attimi con i nervi a fior di pelle, ma per fortuna non c’è stato nessun contatto tra le due fazioni, solo urla e insulti pesanti. Il gruppo di militanti della Lega è stato accompagnato dietro il cordone della polizia in assetto antisommossa. Vicino a via Erbosa si sono radunati una cinquantina di giovani dei centri, suonando anche i tamburi, tenuti a debita distanza dal campo rom.

L’aggressione all’auto dell’europarlamentare e la rabbia di Salvini su Fb: “Bastardi!”
Salvini è giunto poco dopo a bordo di un’auto insieme al sindaco di Bondeno Alan Fabbri, candidato alla presidenza alla Regione, e alla consigliera del comune di Bologna Lucia Borgonzoni, protagonista nei giorni scorsi di un’aggressione ai suoi danni da parte di una giovane rom in quel campo nomadi, e si sono fermati nel parcheggio dell’Hippobingo di via dell’Arcoveggio; in realtà, erano fuggiti da una prima aggressione da parte di alcuni militanti dei centri sociali dopo che si erano fermati davanti al campo di via Erbosa. La macchina è stata presa a calci e pugni e Salvini e gli altri hanno preferito allontanarsi, ma l’autista, nella fretta, ha accelerato investendo due giovani che cercavano di fermare l’autovettura, uno è salito addirittura sul tettuccio del mezzo. Arrivati nel parcheggio, sono stati raggiunti da altri contestatori ed hanno deciso di allontanarsi definitivamente, ma hanno trovato di nuovo la strada sbarrata; l’autista si è fatto ancora largo tra la folla e i contestatori hanno protestato affermando di essere stati investiti di proposito. La vettura ha subito alcuni danni al lunotto posteriore, con diverse ammaccature sul parabrezza e il tergicristallo. Alla fine, Salvini, Fabbri e Borgonzoni sono riusciti a scappare. Immediata è stata la reazione dell’europarlamentare, che su Facebook ha pubblicato le immagini dei danni, seguite da frasi feroci: “Se questa è la Bologna democratica e accogliente, dobbiamo allora liberarla; se non fossimo fuggiti ci avrebbero ammazzato. Siamo stati aggrediti da balordi già noti alle forze dell’ordine, hanno distrutto la nostra macchina ancora prima che ci avvicinassimo al campo rom. Noi stiamo bene. Bastardi!”. Il presidente della regione Lombardia Roberto Maroni ha voluto esprimere la sua solidarietà su Twitter; parole di vicinanza, ma anche di polemica, sono giunte dal sindaco di Bologna Virginio Merola: “Condanno senza appello l’attacco violento a Matteo Salvini ed esprimo solidarietà per le persone rimaste contuse. Tuttavia, vorrei che le campagne elettorali fossero libere da gesti e azioni che possano provocare tensioni e scontri che ricadono ingiustamente sulla nostra città”.

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