Tommaso Napoli - 2 novembre 2014


Renzi punta i piedi sul Jobs act: “Non cambia, che piaccia o no!”

Renzi punta i piedi sul Jobs act: "Non cambia, che piaccia o no!"

Matteo Renzi è stato intervistato da Bruno Vespa, conduttore della storica trasmissione Rai, Porta a Porta, nel suo nuovo libro dal titolo Italiani voltagabbana. Il presidente del Consiglio ha ribadito che Jobs act approvato in Senato verrà proposto senza alcuna modifica anche alla Camera, inoltre rivela di non perdere il sonno per chi all’interno del Partito Democratico continua ad essere critico con le scelte del governo, mentre sulla Camusso dichiara che il problema non è questione di antipatia o meno, si tratta di un cambiamento che la sinistra vuole fare essendo progressisti. Di seguito i quesiti posti in dettaglio con relative risposte dell’ex sindaco di Firenze.

I critici del PD
“Rispetto se vogliono andare con la sinistra radicale. Ma non mi toglie il sonno. Il sonno me lo tolgono le crisi industriali, i disoccupati, la mancanza di peso nella lotta alla burocrazia, certo non Vendola o Landini. A differenza del passato, io non ho il complesso del ‘nessun nemico a sinistra’. Non accetto la logica dello spostarci a sinistra anche noi per impedirlo. Se qualcuno dei nostri vuole andare con la sinistra radicale che ha attraversato gli ultimi vent’anni, in nome della purezza delle origini, faccia pure: non mi interessa. E’ un progetto identitario fine a se stesso e certo non destinato a cambiare l’Italia. Lo rispetto, ma non mi toglie il sonno.”

Susanna Camusso, leader della Cgil
“Non è una questione di feeling personale, ci mancherebbe. E’ un’idea del paese, della sua modernizzazione, del ruolo di governo e della rappresentanza civile, non un fatto umano o interpersonale. Ma visto che ci chiamiamo progressisti io sono per il cambiamento che è nel dna della sinistra. E a casa mia la sinistra che non si trasforma si chiama destra. Quella della Cgil non era la piazza del Pd, ma c’era anche gente del Pd. Se penso di perderla? E’ più facile perdere qualche parlamentare che qualche voto. La modifica dell’articolo 18 preoccupa più qualche dirigente e qualche parlamentare che la nostra base. Se si arrivasse a una scissione, ma non ci si arriverà, la nostra gente sarebbe la prima a chiedere: che state facendo?”

Jobs act approvato in Senato
“Il testo non cambierà. Alcuni dei nostri non voteranno la fiducia? Se lo fanno per ragioni identitarie, facciano pure. Se mettono in pericolo la stabilità del governo o lo fanno cadere, le cose naturalmente cambiano.”

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