Domenico Sisti - 19 novembre 2014


Strage in una sinagoga a Gerusalemme, quattro le vittime

Strage in una sinagoga a Gerusalemme, quattro le vittime

E’ stata una scena da film dell’orrore quella che si sono trovati di fronte i soccorritori. Due uomini sono entrati all’alba in una sinagoga di Gerusalemme e hanno ucciso quattro israeliani e feriti altri otto. Due sono in gravissime condizioni. Sangue ovunque dato che i due attentatori, poi freddati dalla polizia, hanno usato delle accette, un coltello ed un’arma da fuoco. Le quattro vittime uccise dai due uomini sono state trovate avvolte ognuno nel proprio talled, lo scialle di preghiera ebraica, ed erano tutti rabbini. Tre di essi avevano, oltre alla cittadinanza israeliana, anche quella americana. Il quarto era di origine britannica.

L’attacco si è verificato nel sobborgo ortodosso di Har Nof. I due attentatori erano cugini palestinesi residenti a Gerusalemme est, a Jabel Makuber, ed erano in possesso di documenti che permettevano loro di muoversi liberamente dentro i confini di Israele. Dopo l’accaduto, la polizia ha effettuato delle ispezioni e degli arresti nelle case dove abitavano. Non ci sono state rivendicazioni ma il “Fronte popolare per la liberazione della Palestina” ha riconosciuto che i due erano loro attivisti. In queste settimane gli attacchi contro israeliani si sono moltiplicati ma non sembra che esista una strategia comune dietro gli attentati.

Hamas si sarebbe rallegrato dell’accaduto. Lo avrebbe riferito il suo portavoce Mushir al-Masri, giustificando l’attentato come la rivendicazione del morte avvenuta ieri del conducente di autobus palestinese Yusuf al-Rumani. Per il premier israeliano Benyamin Netanyahu i responsabili sono Hamas e il presidente palestinese Abu Mazen che avrebbero incitato l’attacco.

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