Filippo Mammì - 23 gennaio 2015


13 morti a Donetsk a causa di un mortaio, a Berlino stabilito accordo

13 morti a Donetsk a causa di un mortaio, a Berlino stabilito accordo

Da qualche giorno, sono ripresi in Ucraina gli scontri tra le forze di Kiev e i ribelli filorussi, concentrati soprattutto nella zona della città di Donetsk; e proprio ieri la guerriglia ha causato di nuovo delle vittime nella città a sud est dell’Ucraina. Almeno 13 persone hanno perso la vita a causa di alcuni presunti colpi di mortaio, che hanno centrato una fermata del tram nel quartiere Leninski, considerato la roccaforte dei filorussi. I colpi hanno causato anche decine di feriti. Intanto, i governi russo ed ucraino stanno cercando in tutti i modi di giungere ad un accordo che metta definitivamente fine alla mattanza. Mercoledì sera, i ministri degli esteri della Russia e dell’Ucraina si sono finalmente incontrati per porre le basi di un accordo, fortemente ventilato da Vladimir Putin; sembra così arrivare un primo segnale positivo, dopo che nel sud est ucraino la guerra era ricominciata prepotentemente dopo una tregua. L’accordo di Berlino stabilisce che sia le forze di Kiev che quelle filorusse ritirino gli armamenti pesanti all’interno di una linea di demarcazione e che vengano organizzate delle zone di “sicurezza”. Il ministro degli Esteri tedesco Franz Walter Steinmeier ha giudicato positivamente l’accordo, parlando di “progressi sensibili”, affinchè si arrivi ad un totale troncamento delle ostilità e si rispettino gli accordi di Minsk del settembre scorso. Ormai sembrava che l’incontro berlinese sarebbe saltato a causa dell’interruzione della tregua; gli scontri che erano ripresi con vigore attorno a Donetsk stavano arrivando a lambire il centro della città, al punto che il cancelliere tedesco Angela Merkel, giudicando la situazione, aveva dichiarato: “E’ chiaro che il cessate il fuoco è sempre più fragile”. Adesso, l’incontro di Berlino sarà messo alla prova dei fatti, visto che la Russia ha anche chiesto di parteciparvi come mediatrice e non come parte coinvolta nel conflitto; inoltre, il presidente ucraino Petro Poroshenko ha chiesto ufficialmente il ritiro degli oltre 9.000 militari russi che attualmente occupano il territorio ucraino.

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