Filippo Mammì - 16 gennaio 2015


Papa Francesco: “Non si uccide in nome di Dio, ma la fede non si ridicolizza”

Papa Francesco: "Non si uccide in nome di Dio, ma la fede non si ridicolizza"

Sull’aereo che lo portava dallo Sri Lanka alle Filippine, Papa Francesco ha incontrato i cronisti ed ha mandato un messaggio in merito al clima di terrore che si respira a Parigi da quasi due settimane: “Non si uccide in nome di Dio, ma la fede altrui non deve essere ridicolizzata – ha dichiarato – essere umili, miti e non aggressivi è il miglior modo per rispondere a minacce di attentati”. Il Santo Padre si è detto preoccupato per “l’incolumità dei fedeli”, ha paura anche per sè, ma ha sostenuto di avere anche “un po’ di sana incoscienza” e di temere il dolore fisico. Poi ha aggiunto: “La libertà di religione è essenziale e non si può uccidere in nome di Dio. La libertà di espressione è un diritto, ma anche un dovere – ha continuato – non si deve offendere la religione, ma neppure reagire con violenza”. Ma nella libertà di espressione ci devono essere anche dei limiti: “Non si può e non si deve “giocattolizzare” la fede degli altri – ha dichiarato – se un mio amico dice parolacce sulla mia mamma, io reagirei con un pugno!” ha poi aggiunto scherzosamente. Il Papa ha anche detto la sua a proposito degli attacchi suicidi e dei bambini usati come kamikaze: “Credo che in ogni attacco suicida ci sia qualche squilibrio mentale e umano, c’è qualcosa che non va nelle persone. Forse il kamikaze darà anche la vita per una causa, ma la dà male; i missionari, per esempio, danno la propria vita per costruire, se la si dà per distruggere c’è qualcosa che non va”. Su Twitter, il Santo Padre ha rivolto un saluto allo Sri Lanka: “Dio benedica e protegga lo Sri Lanka”, dopodiché è atterrato all’aeroporto di Manila, dove è stato accolto dal presidente filippino, Aquino III; a Francesco è stata tributata un’accoglienza calorosa con canti e balli. Una folla oceanica lo aspettava anche fuori dall’aeroporto, ed è stato accolto da numerosi sacerdoti e vescovi, come l’arcivescovo di Manila Luis Antonio Tagle. Nella Capitale filippina, come in Sri Lanka, due bambini hanno offerto al Papa un omaggio floreale con fiori bianchi e gialli, i colori del Vaticano.

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