Tommaso Napoli - 26 febbraio 2015


Corruzione, sì del Governo per aumentare pene fino a 10 anni

Corruzione, sì del Governo per aumentare pene fino a 10 anni

Dopo l’approvazione della nuova legge sulle responsabilità civile dei magistrati, che tante critiche ha suscitato, anche nella minoranza dem, un altro sì dal governo arriva sul ddl anticorruzione: in aula del Senato è stato dato l’ok nella giornata di ieri ad un emendamento della maggioranza che agisce innalzando le pene, sia minime che massime, in materia di reato di corruzione. Più che soddisfatto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che come di consueto fa sentire la sua voce dal suo profilo Twitter, dove scrive: “Prima l’Autorità affidata a Cantone. Poi i commissariamenti col decreto Madia. Adesso aumentiamo le pene per i corrotti”, tweet accompagnato dall’immancabile hashtag “la volta buona”. Dura la battaglia lanciata da Forza Italia che ha costretto alla fine alla sospensione dei lavori con rinvio a martedì prossimo, con la richiesta della rivalutazione di tutti i reati e pene per attuare un livellamento, in quanto la legge approvata sarebbe solo un emendamento spot che non tiene conto dell’intero sistema delle pene, che crea uno squilibrio con la corruzione propria che ha pene più pesanti e diverse rispetto alla corruzione in atti giudiziari. Il passaggio, secondo gli azzurri, dovrebbe avvenire in maniera allineata. Giuseppe Lumia, capogruppo del Pd in commissione, ha definito il ddl approvato, una legge importante che è stata ottenuta con molta fatica e tiene ad rassicurare tutti che alla fine si farà in modo che vengano trovati quegli accorgimenti tecnici che renderanno il ddl proporzionato e sistematico. Indietro però non si può tornare, spiega ancora Lumia, in quanto la “corruzione dilania la spesa pubblica, il rapporto di fiducia con i cittadini e le nuove generazioni, blocca la crescita economica e rende poco competitivo il Paese”.

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