Giovanna Di Grazia - 20 febbraio 2015


“Noi e la Giulia”, al cinema con Luca Argentero e Claudio Amendola

"Noi e la Giulia", al cinema con Luca Argentero e Claudio Amendola

“Noi e la Giulia” film da ieri nelle sale cinematografiche italiane, diretto da Edoardo Leo, con protagonisti lo stesso regista, Luca Argentero e Claudio Amendola. Nel cast anche Anna Foglietta e Carlo Buccirosso. Leo, alla sua terza da regista, torna sulla macchina da presa dopo “Buongiorno papà”, traendo spunto dal libro Giulia 1300 e altri miracoli di Fabio Bartolomei. Tre uomini intorno ai 40anni, Fausto (Edoardo Leo), Diego (Luca Argentero) e Claudio (Stefano Fresi), dopo il fallimento nella vita cercano riscatto con l’apertura di un agriturismo (Casal dei pazzi). Il tutto sembra andare per il verso giusto quando alla loro porta vi si presenta su una Giulia 1300 d’epoca, un camorrista, Vito (Carlo Buccirosso), per chiedere il pizzo. I proprietari dell’agriturismo non ci stanno e finiscono per fare prigioniero l’uomo presentatosi a loro come camorrista. «Ho portato sullo schermo – spiega il regista al Messaggero – il romanzo di Fabio Bartolomei che fotografa, con lucida spietatezza, l’Italia dei mille fallimenti. E ha per protagoniste due generazioni: i quarantenni che fanno un lavoro diverso dai loro sogni e inseguono il piano B, e i cinquantenni che hanno visto crollare gli ideali». «Il film – continua Edoardo Leo – è una storia di resistenza civile ma non propone soluzioni. Vuol essere soltanto una commedia divertente. «Per interpretare questo coatto moderno, ho pensato a certi imbonitori tv, a Fabrizio Corona e a tutti quelli che della loro ignoranza fanno una bandiera. Mi sono molto divertito». «Sono grato ai produttori e al distributore che mi hanno dato fiducia. Noi autori siamo tenuti a proporre cose sempre diverse, anche a costo di combattere. Ma qualcosa sta cambiando, per fortuna. L’anno scorso gli incassi degli anticonvenzionali film di Pif, Virzì, Sorrentino e Sibilia sono stati segnali più che incoraggianti». Infine un messaggio ai giovani che sognano di fare i registi: «ribellatevi al destino già segnato» e prendete «in mano la propria vita».

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