Filippo Mammì - 4 marzo 2015


Negato il rinnovo del visto per Battisti, rischia espulsione dal Brasile

Negato il rinnovo del visto per Battisti, rischia espulsione dal Brasile

Brutte notizie per l’ex terrorista Cesare Battisti: gli è stato negato il rinnovo del visto che gli permette la permanenza sul territorio del Brasile e quindi, molto probabilmente, potrebbe anche essere espulso dal Paese sudamericano. La decisione è arrivata da un tribunale federale di Brasilia e il giudice Adverci Rates Mendes de Abreu ha spiegato così la motivazione: “La sua posizione è quella di uno straniero senza documenti in Brasile, condannato nel proprio Paese per alcuni crimini. Non ha quindi il diritto di rimanere qui o di ottenere un permesso di residenza”. Pertanto, ha continuato il giudice, Battisti va espulso, anche se non bisogna confondere l’estradizione con l’espulsione; l’avvocato di Battisti, Igor Sant’Anna Tamasauskas ha fatto sapere di voler presentare ricorso: “Non comprendiamo come la sentenza tenti di modificare una decisione della Corte Costituzionale e del presidente della Repubblica” ha dichiarato. Il giudice de Abreu ha accolto una richiesta della Procura federale per considerare nullo l’atto del governo per la concessione del soggiorno all’ex terrorista; il magistrato ha deciso che può essere iniziata la procedura di espulsione verso la Francia o il Messico, i Paesi dove è passato Battisti prima di approdare in Brasile, ovviamente tenendo conto che può sempre ricorrere in appello, come suo diritto. Ma è anche vero che in Francia non vige più da tempo la cosiddetta “dottrina Mitterand”, ossia il diritto d’asilo concesso a suo tempo dal governo francese a tutti i terroristi degli anni di piombo in fuga dall’Italia, purchè rinunciassero completamente alla violenza; il Consiglio di Stato francese, infatti, nel 2004 lo ha spogliato da ogni validità giuridica. Intanto, in Italia sperano per una prossima estradizione i parenti delle vittime dei crimini di Battisti, in particolare Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, il commerciante ucciso dall’ex terrorista a Milano nel 1979 e ferito lui stesso, tanto da essere costretto da allora sulla sedia a rotelle, che si è detto sorpreso dalla sentenza: “Potrebbe essere l’occasione – ha detto all’Ansa – per poter riaprire il caso di estradizione. Credo che questa sia la migliore occasione che potevamo aspettarci e non penso che la Farnesina voglia fare un buco nell’acqua. Questa volta non sono concessi passi falsi se non vogliamo fare l’ennesima figura da pecore”.

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