Filippo Mammì - 30 marzo 2015


Rapporto Osservasalute: salute minata da precarietà economica

Rapporto Osservasalute: salute minata da precarietà economica

La salute psico fisica degli italiani va di pari passo con la crisi economica: è quanto indicato dai risultati della dodicesima edizione del Rapporto Osservasalute 2014, l’analisi dello stato della sanità pubblica e dell’assistenza sanitaria in tutte le Regioni italiane, presentato a Roma presso l’università Cattolica: “La precarietà economica è diventata una struttura portante del Paese – si legge nel rapporto – incide ormai sia sulla qualità dei servizi che sul benessere psico fisico dell’individuo”. La ricerca è stata pubblicata dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, coordinata da Walter Ricciardi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell’università Cattolica – Policlinico Gemelli. Questa situazione di difficoltà sta influendo particolarmente sull’aumento di casi di tumori prevedibili: per esempio, tra le donne i nuovi casi di tumore al polmone sono aumentati del 17,7 % tra il 2003 e il 2013, come anche quello alla mammella, il quale registra un incremento del 10,5 %. Tra gli uomini, invece, l’incremento del tumore al colon retto è aumentato del 6,5 % nello stesso periodo; inoltre, gli stili di vita sbagliati hanno fatto aumentare il numero di italiani in sovrappeso, con il 45,8 % degli over 18 in eccesso ponderale. A farne maggiormente le spese di questo peggioramento del quadro sanitario nazionale sono, ancora una volta, le regioni del Sud: “Il deficit di risorse destinate alla prevenzione rischia di far vacillare la salute degli italiani – c’è scritto nel Rapporto – già sotto l’attacco della crisi economica che sta colpendo da anni l’Italia. Tutto questo mette a serio rischio la tenuta dei servizi sanitari offerti ai cittadini e persino la salute reale e percepita dagli italiani; infatti, molti studi hanno dimostrato, per esempio, che essere lavoratori precari mina il benessere psicofisico dell’individuo”. I dati del 2014, infatti, hanno fatto registrare un aumento del consumo di antidepressivi e del numero dei suicidi.

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