Tommaso Napoli - 11 marzo 2015


Suora sexy a Napoli, polemiche per il cartellone pubblicitario

Suora sexy a Napoli, polemiche per il cartellone pubblicitario

Papa Francesco tra una decina di giorni e più precisamente il 21 marzo, andrà in visita a Napoli, ma ad attenderlo vi sarà anche un cartellone pubblicitario che difficilmente potrà storcergli un sorriso: si tratta di una sexy suora con velo e jeans e con il seno nudo, coperto solamente dalle mani giunte della sorella. In via Marina è diventata ormai una vera e propria polemica tra i passanti: chi si sente scandalizzato, chi invece gradisce e molto; soprattutto il gradimento arriva dai più giovani che guardano ammaliati la modella-monaca. Il cartellone gigantesco è stato affisso in un palazzo residenziale e si tratta di una marca d’abbigliamento femminile. A stanare le polemiche soprattutto tra i religiosi, ci pensa una nota proprio dall’azienda di abbigliamento artefice della campagna pubblicitaria. “In riferimento alle polemiche delle ultime ore sul nostro manifesto pubblicitario – spiegano i vertici dell’azienda – intendiamo chiarire che tutto desideriamo fuorché mancare di rispetto alla visita del Santo Padre prevista il prossimo 21 marzo in città, anche perché lo scatto è stato realizzato diverso tempo fa. Riconosciamo di aver fatto una scelta di marketing forte ma non c’è nessun intento blasfemo. L’essere dissacranti non vuol dire non avere una sacralità, significa fare delle scelte anche impopolari ma nelle quali crediamo molto. Anche sulla partecipazione di Suor Cristina a ‘The Voice’ vi furono molte polemiche eppure la sua figura ha avvicinato molto i ragazzi alla Chiesa. La modella del nostro manifesto stringe un rosario e prega, e se è vero che c’è un effetto “vedo non vedo” è vero anche che non si intende in alcun modo banalizzare l’atto della preghiera. Rivendichiamo dunque la nostra scelta e ci dispiace profondamente essere accusati di cose assai lontane dai nostri valori e dalla nostra cultura. Riteniamo altresì che sia giusto attendere il parere dell’Istituto Autodisciplina Pubblicitaria (AIP), ente titolato a decidere sulla rimozione dei manifesti. Finora non ci è stato notificato nulla”.

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