Tommaso Napoli - 12 aprile 2015


Il Blog di Grillo oscura il nome di Renzi, anche dai commenti

Il Blog di Grillo oscura il nome di Renzi, anche dai commenti

Alla fine è rottura totale tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico di Matteo Renzi. Beppe Grillo, leader dei pentastellati ha deciso di oscurare da qui in avanti il nome del premier dal proprio blog (beppegrillo.it), non solo dagli interventi ma anche dai commenti tanto da precisare che chiunque farà il nome di Renzi non si ritroverà approvato il commento. Il post in poche ore ha già raggiunto su Facebook quasi 3mila like. «E’ primavera – scrive Grillo – si sbattono i tappeti, si dà una rinfrescata alla casa, si indossano abiti più leggeri e si mandano in tintoria cappotti e abiti pesanti. Il momento ideale per derenzizzare il blog. Da oggi il nome Renzi non sarà più presente nei post. E’ come fare entrare aria pulita in una stanza piena di fumo, di balle, di smog, di inconsistenza che ti intossica». Secondo il co-fondatore del movimento nato in rete, il presidente del Consiglio «vive solo di visibilità, da oggi, almeno in questo blog, lo eliminiamo. Il Bomba, senza l’appoggio dei media, starebbe al massimo a pescare carpe in Arno. Ora si appresta, in un Paese sommerso dalle sue tasse, all’ennesima promessa di “elemosina elettorale” che forse c’è e forse no», «intanto i “rimborsi” elettorali di 45 milioni di euro per il Pd se li tiene ben stretti. Uno spudorato che vive di promesse mai mantenute e che ogni volta che è beccato con le mani nella marmellata tace, fidando nella memoria corta degli italiani, o incolpa gli altri a seconda delle convenienze».

theinvisible_renzi

«Stare dietro alle sue balle – sostiene Beppe Grillo – vuol dire fare il suo gioco. Va trasformato nell’uomo(?) invisibile. Nel signor nessuno che è. Gli va applicata la damnatio memoriae in vita, (la cancellazione della memoria di una persona e la distruzione di qualsiasi traccia possa tramandarla ai posteri. Una pena particolarmente aspra riservata agli hostes, ossia ai nemici di Roma e del Senato). Good bye mister Renzi, almeno da questo blog».

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