Filippo Mammì - 30 aprile 2015


Incidenti sul lavoro: Sicilia seconda regione del Sud per numero di morti

Incidenti sul lavoro: Sicilia seconda regione del Sud per numero di morti

La Sicilia risulta essere la seconda regione del Sud, dopo la Puglia, a presentare il maggior numero di morti causati da incidenti sul lavoro; sono i dati dell’Osservatorio di sicurezza sul lavoro di Vega Engineering a darne un drammatico resoconto. Inoltre, l’isola si posiziona invece al quinto posto su scala nazionale, preceduta da Lombardia, Emilia Romagna, Puglia e Piemonte. Nel 2014 gli incidenti sul lavoro seguiti da un decesso sono stati ben 65 in Sicilia , che salgono addirittura a 77 se si prendono in considerazione anche gli infortuni mortali avvenuti in itinere. La provincia con i numeri più elevati è quella di Palermo, dove si registrano 14 morti, di cui uno avvenuto in itinere, ponendo così il capoluogo siciliano all’ottavo posto della graduatoria nazionale delle province più colpite da morti causate da occasioni di lavoro; la prima è Roma (34 vittime), seguita da Torino (26) e Bari (23). Seguono poi Napoli (18), Salerno (17), Cuneo (16), Brescia (14), Milano (14), Lecce e Bolzano che, insieme a Palermo, contano 13 morti. In tutta la Sicilia sono dodici gli incidenti mortali complessivamente verificatesi nelle province di Messina e Catania, undici a Siracusa, dieci a Caltanissetta, sei ad Enna, cinque a Trapani, quattro nell’agrigentino e tre nel ragusano.

L’isola è al quarto posto anche per quanto riguarda l’incidenza di mortalità sulla popolazione lavorativa, pari infatti a 49,2 contro una media nazionale di 33,2; un’indicazione drammatica che inquadra bene questo triste fenomeno. Maggiormente coinvolti negli incidenti sono i cinquantenni (27 su 77), mentre i quarantenni deceduti in incidenti sul lavoro nel 2014 sono stati venti. Andando a guardare i settori, quello più colpito, secondo l’Osservatorio, è quello edile dove si contano 21 vittime nei cantieri. Seguono poi il manifatturiero, il commercio all’ingrosso e al dettaglio (sette morti) e il settore dei trasporti e magazzinaggi (sei decessi).

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