Tommaso Napoli - 25 aprile 2015


Ministro Giannini contestata alla Festa dell’Unità di Bologna

Ministro Giannini contestata alla Festa dell'Unità di Bologna

Dura contestazione a Bologna per la ‘Buona Scuola’ del governo Renzi. Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione in carica è stata costretta ad abbandonare la Festa dell’Unità, dove si trovava come ospite. Studenti e docenti con la presenza anche di qualche genitore hanno urlato “Vergogna, vergogna” e ancora “State smantellando la scuola pubblica”, manifestazione che non ha permesso alla Giannini di andare avanti con il suo dibattito, tra l’altro appena iniziato. “Vogliamo una scuola che ha tutti gli insegnanti e le risorse che servono”, con queste parole il ministro ha cercato di spiegare le motivazioni della riforma della scuola. Accanto a lei la senatrice Francesca Puglisi, responsabile Scuola del Pd. Ai fischi e alle urla Stefania Giannini ha risposto che loro con il mondo della scuola si sono confrontati, “questo non è il mondo della scuola”. “Chi vuole contestare lo faccia, noi andiamo avanti con determinazione”, aveva dichiarato prima di iniziare il dibattito poco dopo interrotto. Secondo Francesca Puglisi, si è trattato di “un agguato in piena regola, organizzato in modo perfetto. Siamo arrivati in una sala gremita di persone molto tranquille, dopodiché erano talmente bene organizzate che appena il ministro ha aperto bocca è stato impossibile continuare a parlare perché si sono alzate in piedi a urlare. Era una protesta prevista fin da ieri, è stato impossibile continuare a parlare”. In difesa del ministro anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi che dal suo account twitter scrive: “Un insegnante ascolta e rispetta le idee di tutti. Impedire ad altri di parlare è l’opposto di ciò che deve fare un educatore”.

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2 Commenti pubblicati. Vuoi partecipare alla discussione? Invia il tuo commento!

  1. antirenzi 25 aprile 2015 at 08:03 -

    Renzi e la teoria del PIACIONe!!
    Ecco che cosa insegneremo a scuola.
    Renzi ricorda lo speculatore incallito o anche l’imperatore vespasiano del consenso.
    Ha sostituto il pecunia non olet con il consensus non olet.
    D’altra parte la scuola italiana sprofonda in una bolgia dantesca nella quale hanno aggiunto il girone dei coccodrilli, quelli che prima divorano gli studenti politicamente e poi piangono e vogliono la buona scuola.
    Ci vorrebbe una riforma dell’italia all’insegna del buon senso ma siccome nessuno e’ in grado di farla, il Paese sprofonda nella palude.
    Sarebbe il tempo di codificare il sapere e automatizzare gli esami con una valutazione nazionale come per I test di inglese perlomeno per le materie tecniche e scientifiche ma nessuno ha voglia di farlo ne rispetterebbe un sisterma nazionale. E allora avanti cosi tanto il casino e’ sempre stata la materia piu’ seguita e rispettata dagli italiani. Renzi re di tutti i casini, tanto poi ti fa una risatina e una frase per condire tutti la trova sempre!

  2. davide 25 aprile 2015 at 07:44 -

    Caro renzi, un buon educatore insegna a disobbedire all’insegnante stesso di fronte all’ingiustizia. Il fascismo insegnava l’atteggiamento di “sedere e ascoltare”. Come disse Hannah Arendt sotto un governo ingiusto colui che brama l’uguaglianza è un ” cattivo cittadino”

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