Filippo Mammì - 29 aprile 2015


Pillola dell’amore: nessun rischio di effetti collaterali, è boom in Italia

Pillola dell'amore: nessun rischio di effetti collaterali, è boom in Italia

Nell’ultimo anno c’è stato il boom di una cosa che ha fatto felici milioni di italiani: sono stati venduti ben 1,2 milioni di pillole dell’amore nel nostro Paese, almeno 4.000 al giorno. E’ un vero fenomeno degli ultimi tempi la celebre pillola dell’amore, per la prima volta prodotta da un’azienda presente sul suolo italico, rapida sia nell’agire che nel diffondersi tra gli italiani, e scelta da un numero crescente di pazienti affetti da disfunzione erettile, felicissimi di non dover pianificare ogni volta un rapporto sessuale per non incorrere in possibili effetti collaterali. Infatti, tra il milione e mezzo di italiani in cura per disfunzione erettile, persiste un campione di ben 600.000 pazienti che temono gli effetti collaterali dei farmaci classici per la cura, considerati insoddisfacenti perchè non consentono una vita sessuale “naturale”, obbligando chi li assume a “programmare” per tempo i rapporti sessuali con la partner. E’ quanto reso noto dai dati discussi durante il BEST 2015 appena conclusosi a Firenze; si tratta di un meeting nato per mettere a diretto confronto sia gli specialisti della Società Italiana di Andrologia (SIA) che quelli della Società Italiana di Andrologia e Medicina Sessuale (SIAMS) e della Società Italiana di Urologia (SIU), tutti quanti riconosciuti tra i massimi esperti internazionali nel campo della salute sessuale maschile. “Avanafil ha un profilo d’azione adatto a colmare un vuoto nelle attuali terapie della disfunzione erettile – spiega Giorgio Franco, presidente della SIA – è più sicura e facile da assumere rispetto agli altri farmaci in circolazione, è così ben tollerata da poter essere utilizzata con successo, senza alcun rischio di effetti collaterali, persino con il più alto dosaggio di circa 200 mg. Oltre a tutto questo, l’efficacia è ottima anche in presenza di una disfunzione erettile di grado severo”.

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