Filippo Mammì - 22 aprile 2015


Sicilia: sono 162.000 gli stranieri residenti nell’isola nel 2014

Sicilia: sono 162.000 gli stranieri residenti nell'isola nel 2014

Secondo dati Istat, al primo gennaio 2014 gli stranieri, tra comunitari ed extracomunitari, residenti stabilmente in Sicilia sono 162.408, di cui 80.655 maschi e 81.753 femmine, in aumento rispetto all’anno precedente del 16,5 % (+ 22.988 unità). Le province maggiormente interessate dalla crescita sono Catania (28,1 %), Trapani (20,3 %) e Ragusa (19,7 %); per quanto riguarda le altre, Messina si rivela quella che ha invece avuto l’incremento più contenuto. Complessivamente, a Palermo risiedono 32.982 stranieri, a Catania 29.921, a Ragusa 22.660, a Siracusa 12.413, a Trapani 14.594, a Messina 27.600, a Enna 2871, a Caltanissetta 6.848 e ad Agrigento 12.519 (dati riguardanti le intere province); la provincia isolana con la crescita più forte della popolazione straniera si rivela Catania (con + 6.560 unità), mentre Enna e Caltanissetta presentano delle crescite molto più lievi (rispettivamente, + 328 e + 832). Tutti i dati presi in analisi provengono dal servizio statistica e analisi economica della Regione Siciliana, in collaborazione con l’ufficio regionale dell’Istat. Spostandoci sulle etnie, le cittadinanze più presenti sul suolo siciliano sono: romena, tunisina, marocchina, srilankese, albanese, cinese, Bangladesh, polacca, filippina, mauritiana, ghanese, ucraina e indiana; le nazionalità più numerose sono quella romena (29,6 %), quella tunisina (11,0 %) e quella marocchina (8,9 %), che da sole coprono il 49,4 % degli stranieri in totale.

La comunità srilankese è quella invece che, dal 2013, ha registrato un incremento rilevante (23,2 %) che fa seguito alla variazione degli indiani presenti (29,9 %), ma vanno a comporre solo una piccola percentuale (1,1 %). Comunque, la presenza di stranieri in Sicilia è molto meno diffusa rispetto al territorio nazionale (3,2 %, rispetto all’8,1 % della popolazione). La loro distribuzione per genere o provincia dipende principalmente dalla domanda di lavoro immigrato, mentre la struttura di età è concentrata nelle classi centrali e la mobilità geografica è negativa verso le altre regioni italiane.

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