Filippo Mammì - 9 luglio 2015


Compravendita senatori: Berlusconi condannato a tre anni per corruzione

Compravendita senatori: Berlusconi condannato a tre anni per corruzione

Silvio Berlusconi è stato condannato ieri in primo grado a tre anni di reclusione (e cinque di interdizione dai pubblici uffici) per concorso in corruzione nel processo sulla compravendita dei senatori. La sentenza è stata emessa dai giudici del tribunale di Napoli; a tre anni è stato condannato anche Valter Lavitola. La procura aveva chiesto, rispettivamente, cinque anni per l’ex premier e quattro anni e quattro mesi per Lavitola. La sentenza è stata pronunciata dal presidente Serena Corleto dopo una camera di consiglio di quasi otto ore. “E’ una sentenza clamorosamente ingiusta e ingiustificata” ha dichiarato a caldo Niccolò Ghedini, difensore di Berlusconi, precisando inoltre che il processo andrà in prescrizione il prossimo 6 novembre e, nonostante questo, Ghedini si è augurato che la Corte d’Appello assolva Berlusconi in merito alla compravendita. Secondo l’accusa, l’ex cavaliere avrebbe pagato tre milioni di euro, tramite l’intermediazione di Lavitola, all’ex senatore Sergio De Gregorio per convincerlo a passare dall’Idv, partito di Antonio Di Pietro, a Forza Italia, con l’obiettivo di far cadere il governo Prodi, cosa che poi si verificò nel gennaio 2008. Il tutto rientrava in un progetto politico chiamato “Operazione libertà”. De Gregorio ha evitato il carcere perché confessò tutto, patteggiando la pena di un anno e otto mesi di reclusione. Berlusconi ha atteso a Roma, nella residenza di Palazzo Grazioli, la sentenza del tribunale di Napoli; l’ex cavaliere, arrivato ieri nella Capitale in tarda mattinata, ha pranzato con i collaboratori più stretti. Altri due processi attendono Berlusconi: il “Ruby ter” per il reato di aver pagato le ex Olgettine affinchè rendessero falsa testimonianza ai giudici di Milano e quello di Bari, in cui deporrà il prossimo 10 luglio, che lo vede coimputato con l’ex direttore dell'”Avanti” Valter Lavitola, a cui l’ex premier avrebbe ceduto denaro perchè mentisse sulle escort portate nella sua residenza estiva tra il 2008 e il 2009.

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