Tommaso Napoli - 20 luglio 2015


Renzi annuncia un patto: taglio tasse in cambio delle riforme

Renzi annuncia un patto: taglio tasse in cambio delle riforme

Matteo Renzi propone un patto agli italiani basato su uno scambio: se le riforme vanno avanti, ci sarà un taglio delle tasse pari a 50 miliardi nei prossimi cinque anni. Intervistato dal Tg2 il premier spiega il piano di riduzione fiscale proposto all’Assemblea del Partito Democratico dove dal 2016 è in programma il via alla tassa sulla prima casa, poi nel 2017 Ires e Irap, e nel 2018 gli scaglioni Irpef e aumento pensioni. «E’ un patto – spiega il presidente del Consiglio – che propongo agli italiani: se le riforme vanno avanti, saremo in condizione di abbassare di 50 miliardi in 5 anni le tasse agli italiani. Se il Parlamento fa le riforme, nel 2016 via tutte le tasse della prima casa, Imu e Tasi». «Lo abbiamo sempre detto se finalmente il Parlamento fa le riforme, e io credo che ce la farà, per gli italiani si libera la possibilità di pagare meno. Abbiamo sempre detto che, finalmente, dopo tanti anni di immobilismo, si può. E’ un messaggio forte che rivolgiamo agli italiani. Per anni i politici hanno detto ‘vi tassiamo, vi tassiamo, vi tassiamo’. Noi invece, da quando siamo al governo, abbiamo iniziato a restituire soldi che sono degli italiani». Secondo quelli che il premier chiama “gufi”, il patto con gli italiani lanciato da Renzi è solo l’ennesima mossa elettorale con programmi che vanno a ridosso delle amministrative del 2016 (Tasi) e alle politiche del 2018 (Irpef). Di questo pensiero è anche l’ex dem, Pippo Civati, per cui l’annuncio dell’abbassamento delle tasse «è un titolo che tutti i giornali pubblicano da due anni anche se le condizioni degli italiani non sono cambiate», «lui non è evoluzione del berlusconismo, lui è proprio Berlusconi». «Il Partito democratico – riferisce Civati – oggi è al minimo perché non sta in nessun luogo, perché ha voluto recidere i rapporti valoriali di rappresentanza. Una situazione che è la conseguenza di un partito pigliatutto che può anche non prendere niente. E’ un destino terribile di quelli come Renzi. La sinistra oggi non deve più uscire solo dai salotti ma anche dai divani, perché è peggiorata», spiega in conclusione.

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