Tommaso Napoli - 2 agosto 2015


Gomorra 2 – La Serie: secco no del sindaco di Acerra alle riprese della serie

Gomorra 2 - La Serie: secco no del sindaco di Acerra alle riprese della serie

Una delle serie italiane più viste e vendute nel mondo, “Gomorra – La serie”, negli ultimi mesi sta riscontrando non pochi problemi per le riprese della seconda stagione. Tratta da un’idea di Roberto Saviano, che ne aveva scritto il libro nel 2006, e con la regia di Stefano Sollima, racconta le vicende malavitose della famiglia camorrista Savastano, da anni in fazione con i Conte. La prima stagione, sbarcata su Sky Atlantic nel 2014, ha reso celebri gli attori Marco D’Amore, Fortunato Cerlino, Salvatore Esposito e Marco Palvetti, nei panni rispettivamente di Ciro Di Marzio, Don Pietro Savastano, Genny Savastano e Salvatore Conte. Nonostante la prima stagione sia stata uno dei prodotti italiani più venduti di sempre all’estero, si registrano ad oggi già ben due rifiuti da parte del sindaco di Afragola prima e negli ultimi giorni del sindaco di Acerra (Napoli). «Quest’amministrazione non autorizzerà alcuna ripresa della fiction “Gomorra 2″», queste le parole inequivocabili del primo cittadino Raffaele Lettieri, il quale aggiunge che «l’intenzione di questa amministrazione» è quella «di voler agire in ogni sede opportuna per tutelare l’immagine della città e dei cittadini di Acerra descritta da alcuni, che non conoscono la realtà della città, in maniera totalmente difforme da come è, ma solo frutto di stereotipi». In ogni caso, ad oggi, ha tenuto a sottolineare Lettieri, «al Comune non è pervenuta nessuna richiesta di permesso o autorizzazione a girare delle scene della serie televisiva, così come invece è stato riportato da alcuni organi di informazione». Quello di Acerra è il secondo rifiuto per le riprese della seconda stagione di “Gomorra 2 – La serie”. Lo scorso 20 maggio ad opporsi al prodotto di Sky Atlantic, era stato il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, il quale aveva detto no alle riprese nel quartiere Salicelle per «tutelare l’immagine e le persone della mia città e del quartiere».

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