Tommaso Napoli - 1 settembre 2015


Crollo delle borse asiatiche? Non fu colpa dell’economia cinese ma di un giornalista, arrestato

Il crollo delle borse asiatiche sarebbe da attribuire ad un solo uomo, il giornalista Wang Xiaolu che in diretta tv confessa tutto. Arrestato per false informazioni sui titoli azionari

Crollo delle borse asiatiche? Non fu colpa dell’economia cinese ma di un giornalista, arrestato

La settimana scorsa il crollo delle borse asiatiche aveva messo in ginocchio anche i listini di Europa ed Usa. Quello che verrà per sempre ricordato con il lunedì nero asiatico, e non solo, sembra però abbia trovato un colpevole: Wang Xiaolu. Non sarebbe stato dunque il rallentamento dell’economia cinese, ma un giornalista del magazine economico Caijing, arrestato con l’accusa di aver «costruito ad arte e diffuso false informazioni sui titoli azionari e il mercato dei futures» nonostante il primo ministro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, Li Keqiang, continuava a sottolineare che il miracolo economico cinese era destinato a continuare. Dopo aver confessato tutto in diretta nazionale dagli studi della tv pubblica Cctv, Xiaolu è stato imprigionato: «Ho ottenuto notizie da conversazioni private – ha spiegato il giornalista – quindi in un modo non normale, e ho aggiunto il mio giudizio personale e opinioni soggettive per completare la storia. Non avrei mai dovuto pubblicare l’articolo, che ha avuto un forte impatto negativo sul mercato in un momento così delicato. Non avrei dovuto farlo solo per attirare l’attenzione, causando al Paese e agli investitori una così grave perdita. Sono molto dispiaciuto» e «voglio confessare il mio crimine».

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