Filippo Mammì - 15 settembre 2015


Grillo condannato a un anno di reclusione, diffamò un professore universitario: “Non ho sbagliato”

Il leader del Movimento cinque stelle è stato condannato ad un anno di reclusione per aver diffamato nel 2011 il professor Franco Battaglia, docente di Ingegneria all’Università di Modena e Reggio Emilia. Grillo: «Hanno paura che il M5s arrivi al governo»

Grillo condannato a un anno di reclusione, diffamò un professore universitario: "Non ho sbagliato"

Il tribunale di Ascoli Piceno ha condannato in primo grado Beppe Grillo ad un anno di reclusione per diffamazione aggravata nei confronti di un docente universitario; l’episodio si verificò l’11 maggio 2011 quando, durante un comizio per il referendum sul nucleare, Grillo aveva aspramente criticato un intervento ad “Anno Zero” del professor Franco Battaglia del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Durante il comizio, Grillo aveva dichiarato: «Io non pago più il canone e non dovreste farlo neanche voi, perchè non puoi permettere ad un ingegnere del nucleare come Battaglia, un consulente delle multinazionali, di andare in tv e dire, con nonchalance, che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci in culo e ti sbatto fuori dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera!». Durante il processo, Battaglia ha anche testimoniato, parlando di alcuni danneggiamenti alla sua macchina e di una strana telefonata fatta all’ateneo poco prima dell’atto vandalico; adesso, il leader del M5s dovrà pagare una multa di 1.250 euro, mentre alla parte offesa è stata riconosciuta una provvisionale di 50mila euro. 

Grillo come Pertini e Mandela
«Non ho sbagliato, se Pertini e Mandela sono finiti in galera, potrò andarci anch’io per una causa che ritengo giusta – ha scritto Grillo sul suo blog – forse hanno paura che il Movimento Cinque Stelle si stia avvicinando al governo? Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione, la pena non è stata sospesa» ha poi precisato. Il legale di Grillo, Enrico Grillo, nipote del leader pentastellato, ha commentato la sentenza così: «Aspetto che venga depositata la motivazione, ma annuncio fin d’ora che ricorreremo in appello. E’ una condanna che richiede un ulteriore approfondimento e quindi faremo sicuramente ricorso».

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