Redazione - 5 ottobre 2015


Maria Elena Boschi: “Io prossima premier? Non scherziamo nemmeno, c’è Renzi”

Il ministro per le riforme costituzionali in futuro a Palazzo Chigi? «Non scherziamo nemmeno» dice la Boschi, «c’è già il premier, si chiama Matteo Renzi e lo resterà a lungo. Io preferisco le lunghe giornate in Senato per una riforma ancora tutta da scrivere»

Maria Elena Boschi: "Io prossima premier? Non scherziamo nemmeno, c'è Renzi"

Intervista dal quotidiano ‘La Stampa’, il ministro per le riforme costituzionali Maria Elena Boschi rispende in negativo alla possibilità di un futuro come presidente del Consiglio: «Non scherziamo nemmeno. Il mio futuro sono lunghe giornate in Senato per una riforma ancora tutta da scrivere. Quanto al premier, c’è già, si chiama Matteo Renzi e lo resterà a lungo». Riguardo alle riforme che si stanno votando in Parlamento afferma: «Certo già abbiamo fatto un passo avanti veramente importante, i due test dell’articolo uno e due sono prove che abbiamo superato molto bene, ma ce ne aspettano molti altri da votare e oltre 380mila emendamenti con cui fare i conti, non si può dire che ora la strada sia tutta in discesa, il lavoro è ancora tanto. Questo testo, come pure la legge elettorale di cui sono davvero orgogliosa, non è il mio testo ma il testo di tantissime donne e uomini che ci hanno lavorato. Credo che se porteremo a casa la riforma dovremo dividere il merito con tantissimi colleghi, ma il vero padre di queste riforme per me si chiama Giorgio Napolitano». Sulle unioni civili: «Viaggiano in ritardo per colpa dell’ostruzionismo allucinante. Milioni di emendamenti hanno ritardato il percorso. Ma noi continuiamo a lavorarci».

Accordo elettorale tra Pd e Verdini?
«L’Italicum – spiega la Boschi – prevede il premio alla lista e non alle coalizioni. E dunque non sarà possibile per il Pd nessun accordo. Cosa succederà alla destra italiana nel 2018 sinceramente non lo so. Ma credo che ad oggi non lo sappia nessuno». «Visto che mancano tre anni forse conviene parlare dei problemi dei cittadini anziché di ipotesi fantapolitiche», ha detto infine il ministro.

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