Tommaso Napoli - 26 febbraio 2016


Anticorruzione, Cantone: “Abbiamo fondi ma non possiamo spenderli per norme all’italiana”

“Noi i fondi li abbiamo, non abbiamo la possibilità di spenderli per una serie di norme all’italiana”, è quanto afferma il presidente dell’Anticorruzione, in una relazione inviata alla Corte dei Conti

Anticorruzione, Cantone: "Abbiamo fondi ma non possiamo spenderli per norme all'italiana"

Il presidente dell’Anac (ovvero “Autorità nazionale anti-corruzione”), Raffaele Cantone, aveva inviato una relazione alla Corte dei Conti riguardo i fondi dell’istituzione che non possono essere spesi. “Noi i fondi li abbiamo, non abbiamo la possibilità di spenderli per una serie di norme all’italiana”, spiega Cantone nella sede della Regione, a Firenze, ai giornalisti accorsi. “Non è assolutamente un’indicazione polemica”. “Noi siamo autofinanziati dal mercato, non graviamo sul bilancio pubblico, se non in piccolissima parte. Abbiamo la possibilità di spendere i soldi che abbiamo e abbiamo la necessità in questo momento storico di dover rinforzare alcuni uffici, chiediamo la possibilità di poter spendere i soldi”. La relazione “non voleva essere polemica nei confronti di nessuno, voleva presentare il piano di riordino e anche po’ evidenziare un paradosso: noi per una legge che abbiamo eseguito, abbiamo dovuto fare una serie di risparmi molto significativi. Adesso, però, abbiamo la necessità di dover mettere in campo un’azione forte collegata anche a una serie di nuove competenze, come quella del nuovo codice dei contratti abbiamo bisogno di utilizzare i soldi che abbiamo”. “Noi come autorità siamo oltre il 90% autofinanziati dal mercato, dobbiamo avere la possibilità di spendere i soldi che abbiamo. Non si tratta di dover chiedere i soldi a nessuno, di dover fare un aggravio al bilancio pubblico, c’è bisogno solo delle condizioni per poter utilizzare i soldi che abbiamo”. L’Anac registra “una carenza di organico: il nuovo codice dei contratti prevede un potere molto significativo e ci richiede anche delle competenze e un rinnovamento del personale, che non vede un concorso da tantissimo tempo”.

50 persone mancano nell’organico
“Non pensiamo che si debbano assumere tutti e 50 subito – spiega Cantone – ma se già potessimo fare un concorso di 10-15 persone con qualifiche specifiche che sono giuridiche e tecniche questo ci sarebbe utilissimo per alleviare il carico di lavoro degli uffici e soprattutto per affrontare le sfide del nuovo codice in condizioni ideali”. “Nessuna polemica con nessuno, ma l’obiettivo di poter lavorare meglio nell’interesse del Paese. Se ci danno i compiti ci vogliamo assumere le responsabilità, consentendoci che vengano gestite nelle migliori condizioni possibili”.

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