Redazione - 24 maggio 2016


Morte Ciro Esposito, oggi la sentenza. La madre: “Spero nell’ergastolo per De Santis”

«Giustizia sia fatta, sia punito con la massima pena, l’ergastolo», è quanto dichiarato dalla madre di Ciro Esposito, Antonella Leardi. Ergastolo chiesto anche dai pm Albamonte e Di Maio. Oggi la sentenza

Morte Ciro Esposito, oggi la sentenza. La madre: "Spero nell'ergastolo per De Santis"

Oggi 24 maggio, nell’aula bunker di Rebibbia è attesa la sentenza del processo per l’omicidio di Ciro Esposito, il tifoso napoletano ferito a morte a Roma prima della finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli il 3 maggio 2014, poi spentosi nel policlinico Gemelli dopo 53 giorni di agonia. Daniele De Santis, ultrà della Roma, è imputato per l’omicidio di Esposito. A decidere la condanna saranno i giudici della Corte d’Assise di Roma, con i pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio che hanno chiesto l’ergastolo. Chiesta invece l’assoluzione da parte del legale dell’ultrà romanista secondo cui «si è trattato di un episodio imprevisto e imprevedibile e che la pistola con cui De Santis ha fatto fuoco non era sua perché non aveva armi con sé». Daniele De Santis non è l’unico imputato, Gennaro Fioretti e Alfonso Esposito, sono accusati di rissa aggravata, per cui i pm chiedono la condanna a tre anni.

La madre di Ciro Esposito chiede l’ergastolo
In aula sarà presente anche Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito: «Giustizia sia fatta, sia punito con la massima pena, l’ergastolo. De Santis – dice all’Adnkronos – dovrebbe avere modo di riflettere a lungo in carcere su quello che ha fatto. In questi anni non ci ha mai chiesto perdono per quello che ha fatto. Ha sempre avuto un atteggiamento arrogante». Il perdono? «Avrebbe il sapore della falsità. Prima forse lo averi perdonato, ma ormai è tardi, adesso non lo farei più». «Mio figlio era una persona pacifica, era un non violento. Non hanno saputo gestire la sicurezza, quella giornata a Roma i ragazzi sono stati lasciati in balia di se stessi, sapendo che poco distante c’era un soggetto pericoloso». «Non è che ci sia stato tutto questo supporto da parte delle istituzioni, ci siamo arrampicati noi sugli specchi con le unghie e con i denti. Sono dispiaciuta perché quello che ho fatto io avrebbero dovuto farlo le istituzioni, le persone che non hanno saputo organizzare e garantire la sicurezza quel giorno a Roma», ha detto infine.

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