Redazione - 5 maggio 2016


Renzi dopo l’arresto del sindaco Pd di Lodi: “Nessun complotto dei pm contro il Governo”

Secondo il premier «quando si ha una comunità di 50mila amministratori è evidente che ci possa essere una questione morale». «C’è dappertutto, c’è nella politica italiana». «È un bene che ci siano indagini, l’importante però è che si vada a sentenza e a condanne in aula e non sui giornali»

Renzi dopo l'arresto sindaco Pd di Lodi: "Nessun complotto dei pm contro il Governo"

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha tenuto a sottolineare la sua posizione il giorno dopo l’arresto del sindaco Pd di Lodi Simone Uggetti con l’accusa di turbativa d’asta. A chi gli chiedeva se ci sia una questione morale nel Pd ha detto che «la questione morale c’è dappertutto, c’è nella politica italiana». «Quando si ha una comunità di 50mila amministratori è evidente che ci possa essere una questione morale». «Non ci possiamo immaginare che su una comunità di 50mila persone possiamo controllarli uno per uno». «Io mi arrabbio perché il mio governo ha aumentato le pene per la corruzione e aumentato la durata della prescrizione sulla corruzione mentre altri hanno votato no. La questione morale c’è dappertutto, c’è qualcuno che ruba, non va bene ma smettiamola di sparare sugli altri. Non c’è destra contro sinistra ma onesti contro ladri». «È un bene che ci siano indagini, l’importante però è che si vada a sentenza e a condanne in aula e non sui giornali». «Ai magistrati dico buon lavoro ma andate a sentenza».

La risposta di Renzi alle opposizioni
Il Movimento 5 Stelle ha tenuto a precisare che se la riforma Boschi fosse in vigore il sindaco di Lodi avrebbe potuto essere senatore. In risposta Renzi ha detto che «M5s e Lega usano due pesi e due misure. Parlare di riforma costituzionale in questa vicenda non c’entra niente, è un tentativo di strumentalizzare una vicenda giudiziaria». Mentre replicando agli attacchi di Salvini ha detto che «è molto facile fare battaglia su questo contro altri. Ieri Mantovani è tornato in aula tra la bagarre dopo essere stato indagato per vicende legate a questioni di tangenti e corruzione».

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