Redazione - 12 maggio 2016


Unioni civili, Onorato Lista Marchini: “Nessun obbligo a celebrare matrimoni gay”

«Nessuno può obbligare Marchini a celebrare i matrimoni gay, se vinceremo le elezioni il primo lo celebrerò io. Legalizzazione? A 19 anni mi sono fatto una canna e mi sono sentito male», è quanto dichiarato da Onorato della Lista Marchini

Unioni civili, Onorato Lista Marchini: "Nessun obbligo a celebrare matrimoni gay"

Alessandro Onorato, della Lista Marchini per le prossime comunali a Roma, ai microfoni di Radio Cusano Campus, in merito alle dichiarazioni di Alfio Marchini sulle unioni civili ha tenuto a precisare che «la Lista Marchini è favorevole ai diritti delle persone dello stesso sesso. A Marchini è stato chiesto se celebrerebbe i matrimoni gay e lui ha risposto che lui personalmente non li celebrerà. E’ ovvio che se la legge passerà, il Comune celebrerà i matrimoni gay, ma nessuno obbliga il sindaco a celebrarli. Quelli che hanno violato la legge sono stati Marino e il Pd che hanno illuso delle persone celbrando matrimoni che non si potevano fare, che poi sono stati annullati dal tribunale. In un Paese normale bisognerebbe perseguire chi ha fatto quei matrimoni quando non potevano essere celebrati. Voler far passare Marchini come un bigotto o come omofobico è offensivo. Qualora Marchini diventasse sindaco, i matrimoni gay li celebrerò io. Siamo tutti d’accordo sul fatto che bisogna garantire i diritti a persone dello stesso sesso, patrimoniali e civili. Si può dire, nella stessa misura, che ci sono tantissimi italiani che credono che il matrimonio debba essere tra persone di sesso diverso? Oppure ormai chi la pensa così deve avere una lettera scarlatta sul petto? Noi diciamo cose che riteniamo giuste, è offensivo dire che Marchini ha detto questa cosa per strizzare l’occhio all’elettorato di destra».

Legalizzazione droghe leggere
«La Raggi è andata al Pigneto, che è un quartiere in balia degli spacciatori, a dire che per risolvere il problema dello spaccio bisogna legalizzare le droghe leggere. Chi si droga lì cambierà soltanto il venditore, anziché lo spacciatore le comprerà dallo Stato. Io non sono un moralista, chi si fa le canne per me non è un criminale. Voglio solo dire che farsi le canne in maniera continuativa fa male. Io non fumo neanche le sigarette. Al primo anno di università, a 19 anni, mi fecero provare e mi sono sentito male. Il nostro approccio non è da bacchettoni, ci deve essere senso di responsabilità da parte di chi ricopre un’istituzione. Marchini ha detto ai giovani di fare attenzione perché soprattutto nell’età dello sviluppo, farsi le canne stabilmente compromette una serie di cose. Questa città rischia l’anarchia pura, mettiamo qualche punto fisso. Se uno ci prova, perché deve essere tacciato di essere razzista o omofobico?».

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