Redazione - 28 giugno 2016


Antimafia, Vittorio Sgarbi sul pm Di Matteo: “Minacce di Riina non sono pericolo concreto”

«Quelli che hanno fatto il danno a Riina sono quelli che lo hanno fatto condannare. Riina ha fatto queste dichiarazioni generiche che non hanno alcuna possibilità di diventare reali». «La minaccia è quella che può diventare un concreto pericolo». E’ quanto affermato dal critico d’arte Sgarbi durante un’intervista

Antimafia, Vittorio Sgarbi sul pm Di Matteo: "Minacce di Riina non sono pericolo concreto"

Vittorio Sgarbi, storico dell’Arte e opinionista, è stato intervistato da Radio Cusano Campus. Diverse le tematiche affrontate tra cui antimafia, la Nazionale italiana, e la lite con Antonio Di Pietro. Su Matteo Messina Denaro, Totò Riina, il pm Nino Di Matteo e l’antimafia, ha detto: «Riina ha detto in carcere che Matteo Messina Denaro fa i soldi con i pali eolici e mi sembrava una frase molto più degna di attenzione che le ridicole minacce a Di Matteo. Di Matteo viene dopo le condanne di Riina, quindi quelli che hanno fatto il danno a Riina sono quelli che lo hanno fatto condannare. Riina ha fatto queste dichiarazioni generiche che non hanno alcuna possibilità di diventare reali, in uno sfogo schifoso, discutibile ma non minaccioso, perché la minaccia è quella che può diventare un concreto pericolo. Quella intercettazione dimostra che Riina ha un intendimento, ma a chi lo comunica? Chi sono i suoi esecutori? Ha 85 anni, sta in carcere da 25 anni, perché dare rilievo a quella dichiarazione? Perché serve per dare potere all’eroismo del magistrato, che utilizza il mafioso per diventare eroe e costruirsi il personaggio. E’ un meccanismo alla Saviano, perché uno scrivendo cose contro Riina o scrivendo contro la Camorra diventa per forza un bersaglio e di questo ovviamente si fa scudo, diventando un obiettivo pericoloso, e quindi da tutelare con scorte, carri armati, blindati. E poi fanno passare come un dato insignificante quando dice che Matteo Messina Denaro ha fatto i soldi con i pali eolici? Io ho sempre attaccato l’antimafia delle balle. L’antimafia di maniera va sputtanata».

Su Roberto Saviano
«Saviano ad esempio ha fatto solo fortuna con la Camorra. Ora ha fatto quella serie in cui i camorristi praticamente sono tutti eroi e quindi in realtà ha esaltato la Camorra, da quella esaltazione lui ha derivato le minacce e quindi da quindici anni lui ha la scorta. Perché dovrei credere a queste bubbole? Qual è la Camorra che è l’obiettivo o l’interesse di uccidere Saviano? Questi qui fanno pure le vittime della loro scorta, ci fanno credere che la scorta per loro sia un peso. Ma che cazzo dicono? La scorta, per chi ce l’ha, è semplicemente un vantaggio».

La Nazionale italiana
Sgarbi ha detto la sua anche su quelli che si appassionano alle partite della Nazionale: «Quelli che guardano la partita della nazionale mi fanno cagare. L’altra volta sono andato da un amico, hanno messo due posti a tavola perché gli altri dieci stavano tutti davanti allo schermo a guardare una partita di merda. Ma perchè mi chiedo. Ogni volta che vedo quello schermo verde con undici coglioni che corrono dietro a una palla mi chiedo il perché accada questo. E’ una umiliazione. E’ una mancanza totale di divertimento, soprattutto quando c’è l’Italia. Mi fa schifo.Quelli che si tingono la faccia col tricolore? Sono dei dementi impraticabili, umanità degradata».

Prove di pace con Di Pietro
In chiusura, prove di pace con Di Pietro: «So che avete intervistato Di Pietro, che dice che gli devo dei soldi. Gli va fatto un elogio. Lui ha ovviamente avuto la scorta, ma almeno non ha mai detto che era schiavo della scorta e che non poteva muoversi. A me Di Pietro sta simpatico ed è sempre stato simpatico. Dice che gli devo dare dei soldi, ma si può quantificare il danno? Quello che ho detto contro di lui, in che modo gli ha arrecato danno? Oggettivamente concretizzare il danno è assurdo. Qual è l’effetto reale che io avrei avuto rispetto al suo destino? Nessuno dice che non gli piace Di Pietro perché l’ha detto Sgarbi. Comunque Di Pietro mi è simpatico e lo elogio perché la scorta l’avrà avuta sicuramente ma non ha mai fatto la vittima della scorta».

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