Redazione - 17 luglio 2016


Reddito di cittadinanza, Consiglio Ue dà ragione al M5S: “Introdurre reddito minimo”

Il Consiglio dell’UE nelle sue raccomandazioni all’Italia sul programma di Stabilità 2016, spiega che «i livelli di povertà sono elevati e la prestazione di assistenza sociale resta carente e frammentaria». Bisogna pertanto introdurre «un sistema di reddito minimo basato sul principio dell’inclusione attiva, a livello nazionale e senza produrre effetti sostanziali sul bilancio»

Reddito di cittadinanza, Consiglio Ue dà ragione al M5S: "Introdurre reddito minimo"

Il Consiglio dell’Unione Europea nelle sue raccomandazioni al nostro Paese in merito al programma di ‘Stabilità 2016′, ha ribadito che «i livelli di povertà in Italia sono elevati e la prestazione di assistenza sociale resta carente e frammentaria». Per tali motivi bisogna introdurre «un sistema di reddito minimo basato sul principio dell’inclusione attiva, a livello nazionale e senza produrre effetti sostanziali sul bilancio». E’ quanto si apprende dal blog di Beppe Grillo in un post titolato ‘Reddito di cittadinanza: ce lo chiede l’Europa!’ e firmato ‘Movimento 5 Stelle’. «Il reddito di cittadinanza – scrivono i pentastellati – va fatto subito. Non c’è più tempo da perdere! Lo dice il Consiglio dell’Unione europea nelle sue raccomandazioni all’Italia sul programma di Stabilità 2016. In Italia – si legge nel documento – “i livelli di povertà sono elevati (oltre un quarto degli italiani è a rischio povertà o esclusione sociale) e la prestazione di assistenza sociale resta carente e frammentaria. L’adozione e l’attuazione della strategia nazionale di lotta contro la povertà e una razionalizzazione della spesa sociale potrebbero segnare i primi passi verso la progressiva introduzione di un sistema di reddito minimo basato sul principio dell’inclusione attiva, a livello nazionale e senza produrre effetti sostanziali sul bilancio”». «Prima il Parlamento europeo con un rapporto del Movimento 5 Stelle, adesso il Consiglio – cioè i Ministri dell’Economia di tutti i 28 Paesi membri – chiedono all’Italia di approvare un sistema che riduca realmente la povertà e accompagni dignitosamente il cittadino al lavoro, come recita l’articolo 1 della Costituzione italiana. In Europa ci sono 123 milioni di poveri, un cittadino su quattro non ha mezzi sufficienti per poter arrivare alla fine del mese, ma solo in Italia e Grecia i poveri sono condannati all’emarginazione e alla solitudine».

«Quando il Movimento 5 Stelle sarà al governo – si legge ancora nel post – questa raccomandazione non sarà carta straccia, come la considera il governo Renzi. Sarà invece priorità da attuare razionalizzando la spesa, combattendo sprechi e corruzione e facendo investimenti sul sociale. Nella proposta di legge del Movimento 5 Stelle le coperture economiche sono state trovate grazie a tagli a spese militari, pubblica amministrazione, auto blu e costi della politica. Inoltre, l’aumento dei canoni alle multinazionali di ricerca idrocarburi e la riduzione delle pensioni d’oro». «I cittadini sono più importanti della finanza, ecco perché nel programma del Movimento 5 Stelle c’è l’abolizione del Fiscal Compact, votato da Pd e Pdl, che identifica nel debito pubblico la miccia che ha acceso la crisi economica. Non è così: la crisi è nata perché i cittadini hanno pagato con le loro tasse gli errori di banchieri avidi e finanzieri spericolati. Che l’austerity sia sbagliata lo dimostra il Giappone: ha il 236% del debito/Pil e un deficit al 10% eppure è la terza economia del mondo con un tasso di disoccupazione del 4,5%».

«I cittadini meritano dignità. Quella che solo il reddito di cittadinanza può restituire. Questa è l’unica manovra economica che serve per risollevare il Paese. Adesso lo dice anche l’Ecofin, lo stesso che per anni ha imposto austerity, tagli a ospedali e scuola e aumento delle tasse. E Padoan, che alla riunione Ecofin era presente, non si è opposto. Avrà cambiato idea e pensato di copiarci?» scrivono infine i grillini.

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1 Commento pubblicato. Vuoi partecipare alla discussione? Invia il tuo commento!

  1. Peppe 17 luglio 2016 at 20:53 -

    Che bravi i pentastellati, quante belle parole! I cittadini vengono prima, certo, e proprio per questo sarebbe saggio NON indebitarli ancora. L’esempio giapponese dovremo vederlo tra qualche anno.
    Continuiamo a indebitare le istituzioni e vedremo che bei risultati! Una crescita economica fondata sul rosso di bilancio è una crescita drogata e non sana. Prima o poi i creditori bussano alla porta e i debiti andranno pagati. Credevo avessimo imparato la lezione, ma vedo che c’è ancora chi non l’ha capita.

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