Filippo Mammì - 23 luglio 2016


Virginia Raggi sentita in Procura: chiarimenti sulle consulenze Asl a Civitavecchia

Il sindaco di Roma è stato ascoltato in Procura in merito alla vicenda delle sue consulenze da avvocato all’Asl di Civitavecchia, quando era consigliere comunale. Intanto, sembra che il Capidoglio abbia deciso di avviare una trattativa con il comitato promotore per le Olimpiadi a Roma 2024

Virginia Raggi sentita in Procura: chiarimenti sulle consulenze Asl a Civitavecchia

Virginia Raggi è stata ascoltata il 22 luglio in Procura in merito alla vicenda delle consulenze compiute da avvocato all’Asl di Civitavecchia, quando era ancora consigliere comunale; la Raggi con un post ha garantito di aver chiarito tutto. Il suo nome era stato iscritto nel registro degli indagati solo come atto dovuto, ma la Procura ne avrebbe chiesto l’archiviazione. Ma la vera patata bollente della Raggi resta la questione della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024, anche perchè sembrerebbe che la nuova giunta comunale abbia fatto qualche passo indietro rispetto a quanto sostenuto in campagna elettorale. La scelta politica, al momento, è quella di non considerare una priorità la possibile adesione della Capitale alle Olimpiadi, una scelta che permetterà ai principi del programma elettorale della Raggi di non crollare miseramente.

La trattativa
Per il momento, si sa solo che una decisione in merito sarà presa a ottobre; proprio in questi giorni, sembra comunque che sia in corso una trattativa tra il Campidoglio e il comitato che si occupa della candidatura della Capitale ai giochi. Insomma, il clima è più disteso e in fondo c’è ancora tempo per pensare alle Olimpiadi, prima di tutto viene l’amministrazione disastrata romana. Esiste anche un’idea molto semplice, elaborata dai Cinque Stelle per i possibili Giochi Olimpici: nessun nuovo incarico urbanistico, ma il recupero delle strutture già esistenti a Tor Vergata, dove si vorrebbe allestire il Villaggio Olimpionico, ma che non aggravi il precario bilancio romano. A ogni modo, la candidatura non sarà bloccata, ma solo rimandata. Nell’attesa della decisione di ottobre, si pensa anche di far decidere i romani sull’eventuale candidatura, magari con un referendum come già proposto dai Radicali.

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