Redazione - 17 luglio 2016


Volo Beirut-Roma, pilota Alitalia si rifiuta di volare: “Sono troppo stanco”

Poco prima della partenza da Beirut con destinazione Roma, il pilota si è rifiutato di volare: «Sono troppo stanco», ha detto per giustificarsi. I passeggeri sono stati costretti a scendere dall’aereo e “sopportare” un ritardo di 16 ore. Il pilota aveva raggiunto la quota massima di ore di volo decidendo così di rispettare il riposo obbligatorio

Volo Beirut-Roma, pilota Alitalia si rifiuta di volare: "Sono troppo stanco"

Il volo AZ827, programmato per decollare da Beirut alle 4.25 del mattino ora locale in Libano, e diretto a Roma, è stato cancellato. Il pilota dell’Alitalia si è rifiutato di volare. I passeggeri erano già saliti a bordo dell’aereo quando il pilota ha preso questa decisione e successivamente sono stati costretti a scendere. Il viaggio per Roma sarebbe durato circa tre ore, il che significa un tempo di arrivo per le 07:00 ora locale (Italia). I passeggeri inferociti hanno dovuto attendere fino a sedici ore nello scalo che li portasse nella capitale italiana. Sull’aereo volava, Joseph Calleja, un cantante dell’Opera di Malta, che ha sfogato la sua rabbia a più di 200.000 fan sulla sua pagina Facebook, definendo il trattamento dei viaggiatori “deplorevole”. «Mentre io non conosco le normative precise questo trattamento dei clienti, senza rispetto per la vita delle persone, è deplorevole. Ogni volta che ho usato questa compagnia aerea c’è sempre qualche problema. Mai più volerò su Alitalia» ha inoltre dichiarato. La compagnia italiana costretta ad incassare la figuraccia.

I limiti sono rispettati ma non andrebbero mai raggiunti
«Con la crisi anche nel mondo dell’aviazione le cose sono cambiate», commenta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti. «Sono arrivati i tagli e la qualità del lavoro è peggiorata, questo su un volo significa meno sicurezza. Mentre sulle tecnologie ci sono standard elevatissimi, sui lavoratori è aumentato il ritmo, accumulando così stress fisico e psicologico. Per legge il riposo minimo di chi lavora in volo è uguale al periodo di servizio. Ma se un tempo i limiti normativi venivano ulteriormente abbassati dalle aziende, oggi non è più così: i limiti sono rispettati ma non andrebbero mai raggiunti. Il lavoro di pilota comporta variabili in corso d’opera e spesso hanno necessità di smaltire jet leg dovuti ai fusi orari. Quella di lavorare e riposare per le stesse ore dovrebbe essere una situazione limite, invece è la norma».

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7 Commenti pubblicati. Vuoi partecipare alla discussione? Invia il tuo commento!

  1. Marco 19 luglio 2016 at 22:57 -

    Con tutto il rispetto per l’equipaggio e il pilota, poteva magari evitare di far imbarcare. Non credo si sia accorto del termine delle ore di volo nel momento in cui si è seduto in cabina. Anche perché prima di salire a bordo hanno una serie di procedure da effettuare, a parte i turni che non gli vengono comunicati con netto anticipo, quindi già sapeva.
    Certo, le ore di riposo vanno rispettate non solo perché lo dice una legge, ma per rispetto della salute, della sicurezza e delle persone… Il pilota ha rispettato la salute, la sicurezza ma decisamente meno le persone.
    Quindi, ripeto… con tutto il rispetto per i Piloti AZ, che sono tra i migliori al mondo, questa mi sembra più una mossa politica ben architettata.

    PS: non mi esprimo sul cantante perché potrei scivolare nel volgare.

  2. Flavia 19 luglio 2016 at 14:01 -

    Lasciatelo cantare!
    È colpa della compagnia non certo del pilota.
    Se avesse viaggiato lo stesso e a fine volo avesse dichiarato “non ero concentrato come avrei dovuto, ero troppo stanco per volare, ma l’ho fatto lo stesso” tutti si sarebbero scatenati contro di lui… Cantante lirico… Sei deplorevole!

  3. MARIO 19 luglio 2016 at 11:01 -

    Ha fato bene il pilota. Se avesse causato il più piccolo incidente ne avrebbe risposto sia civilmente he penalmente. Con i ritmi di lavoro imposto ai piloti la situazione può farsi pericolosa. La domanda da farsi è un’altra: come mai l’Alitalia con le tariffe più alte del mercato con piloti spremuti al massimo e pur viaggiando con quasi tutti posti occupati, senza tener conto di tutte agevolazioni di cui gode, riesce ad avere un bilancio in passivo? Mi sorge il dubbio che ai vertici della compagnia c’è qualcosa che non va.

  4. blueboy 19 luglio 2016 at 10:38 -

    super jumbo? e che aereo sarebbe? la tratta roma beirut e ovviamente v.v. è coperta da aereomobile airbus a320 family. se un pilota esce fuori limiti ministeriali di volo e servizio è tenuto a fermarsi e a non proseguire il proprio volo! ed è normale che se questo succede per motivi tecnici in paesi fuori base sia necessario organizzare un altro equipaggio dall’italia che vada li e riporti indietro l’aereo. ma caro John ma si rende conto di quello che ha scritto? 4/5 equipaggi di scorta fermi in ogni aeroporto servito dalla compagnia pronto a lavorare solo quando succede un imprevisto? (e imprevisti “tecnici” capitano nel 0,1% di tutti i voli giornalieri) e poi mi parla di pozzo senza fondo…

  5. John 17 luglio 2016 at 19:47 -

    Mi sembra strano che una compagnia aerea come Alitalia (che perde TRECENTOMILA EURO al giorno) non abbia 4 o 5 piloti di scorta in ogni aeroporto internazionale… Dove andrà mai a finire questo pozzo senza fondo di soldi spesi?

  6. Roberto 17 luglio 2016 at 18:27 -

    Non mi sembra che questo trattamento sia senza rispetto per la vita dei passeggeri.. Anzi! Questo cantante lirico dovrebbe riflettere di più su quello che dice!!

  7. laura 17 luglio 2016 at 14:13 -

    I passeggeri arrabbiati?
    Avrebbero preferito magari un incidente aereo perché pilota non nelle sue piene capacità fisiche?
    Ho capito tutto….

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