Annamaria Balistrieri - 28 maggio 2011


Facebook: dillo a Obama

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CATANIA, 28 maggio 2011 – Dopo le “colpe di Pisapia”, non poteva di certo mancare una pagina del famoso social network dedicata interamante alla protesta virale nata in seguito al dialogo fra il Presidente Berlusconi ed il Presidente Usa Obama, avvenuto durante il G8 di Deauville, sulla “dittatura dei giudici di sinistra” . A parte l’ondata di scuse sulla pagina ufficiale di Barack Obama su Facebook, “Chiedo scusa, sono italiano, e Berlusconi non parla a mio nome”, è nato quindi un gruppo bello consistente che ti invita a partecipare: “Hai commenti, consigli, lamentele? Dillo a Obama!”. Inutile dire che l’ironia fa da padrone. Di seguito qualche estratto, assolutamente ironico, che ci ha fatto sorridere:
“Ci avete liberato dai tedeschi, adesso Mr Obama liberaci da Berlusca”; “Mr Obama, non è che può far riunire i Beatles, che sono stati sciolti da Pisapia?”; ” “Mr. President Obama, il mio collega di lavoro mi attacca le caccole sotto la scrivania e ogni volta che tocco con le ginocchia ci resto attaccato. Si può fare qualcosa? P.s. Mi perdoni se non so dirlo in Inglese, ma qualcuno mi ha rubato il dizionario Italiano-Inglese e i magistrati, nonostante avessero prove schiaccianti contro il colpevole, lo hanno assolto!!!”; “Caro Obama, mi puoi aiutare? Il filetto di manzo in Italia è troppo rosso, colpa dei comunisti e dei giudici, una sentenza della cassazione ha stabilito che si può vendere solo filetto rosso sangue, e anche per i pomodori è lo stesso, sono rossi! Help Mr President!”; “C’è sempre poca marmellata nei miei cornetti!”; “Al Chicago Mart Plaza non danno la cuffietta per farsi la doccia. Obama mettici tu una buona parola”. E per finire e fare un simpatico sunto: “Mr. Obama, è necessario che lei sappia che qualche giorno fa qualcuno mi ha rubato lo specchietto retrovisore della macchina. Posso affermare con certezza che è stato Pisapia, che tutti gli specchietti si porta via”.

Annamaria Balistrieri

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