Annamaria Balistrieri - 28 maggio 2011


Sarah Scazzi: il movente la gelosia

Sarah Scazzi: il movente la gelosia

Sarah Scazzi: il movente la gelosia

CATANIA, 28 maggio 2011 – Vorremmo non doverne parlare mai più di questa storia, anzi, vorremmo che non fosse mai successo, ma quella domanda, posta da una madre che non rivedrà mai più sua figlia, non riusciamo a far finta di non sentirla:  “Può bastare la gelosia, per uccidere una bimba?” Per il Gip pare sia questo infatti il movente: “Per uccidere occorre avere un motivo, e anche piuttosto cogente. Per uccidere qualcuno  tanto più se si tratta di un’adolescente di 15 anni e di una persona di famiglia, nonché di un’azione lesiva non esauritasi in ‘un momento’ bensì protrattasi, per non meno di un paio di minuti, occorre avere un motivo ed anche piuttosto cogente. E Sabrina Misseri lo aveva, lo ha taciuto ed ha tentato, con ogni mezzo, di tenerlo nascosto agli inquirenti: la sua gelosia per Ivano Russo, del quale era innamorata ma non completamente ricambiata, e che temeva le venisse soffiato dalla più avvenente cugina, ormai non più bambina”. Ma la mamma di Sara, Concetta Serrano Spagnolo, non ci crede, non vuole crederci: non può pensare che l’ossessione di Sabrina per Ivano, li abbia portati a tanto: ” la verità non la stanno dicendo tutta. Sarà vera pure la gelosia ma non basta, secondo me c’è sotto qualcosa di macabro, di squallido, mia figlia avrà pronunciato qualche frase o avrà svelato qualcosa che loro non volevano si sapesse. Sarah è stata uccisa perché era scomoda, non si può uccidere in quel modo solo per gelosia, quando si uccide così c’è qualcosa di squallido sotto”.

Lunedì intanto Cosima Serrano e Sabrina Misseri verranno ascoltate dal Gip per l’interrogatorio di garanzia.

Annamaria Balistrieri

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1 Commento pubblicato. Vuoi partecipare alla discussione? Invia il tuo commento!

  1. prefabbricati 31 maggio 2011 at 13:10 -

    La cosa certa è che è una storia che speriamo tutti si concluda al più presto, per la famiglia è un continuo rigirare il coltello nella piaga, meglio dimenticare l’orrore e ricordare il sorriso di Sarah

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