Annamaria Balistrieri - 20 maggio 2011


Scandalo a luci rosse per la Munich Re

Scandalo a luci rosse per la Munich Re

CATANIA, 20 maggio 2011 – Un viaggio premio offerto nel 2007 agli agenti assicurativi “high-performing” della compagnia assicurativa tedesca Munich Re rischia di diventare uno scandalo a luci rosse di quelli ai quali siamo tanto abituati in Italia. Lo scoop arriva dal giornale tedesco Handelsblatt: pare che il viaggio avesse come location le terme ungheresi di Budapest e che 20 prostitute fossero il premio per i manager.

Ma cerchiamo di capire in che maniera fosse organizzato l’evento in questione! Le donne indossavano un braccialetto: se era di colore rosso si trattava di semplici hostess, se di colore giallo le prestazioni crescevano e si mostrava disponibilità a rapporti sessuali, se di colore bianco restava la disponibilità ai rapporti sessuali ma vi era l’esclusiva per executives e top agents. Per testare la customers satisfaction si apponeva un timbro, un po’ come si faceva una volta con gli animali, sul braccio delle ragazze che più avevano svolto bene il proprio lavoro e che permetteva, una volta finita la serata, di riuscire ad individuare le più apprezzate e richieste.

Inoltre ai bordi delle piscine termali ci si poteva stendere su dei letti giusto per rilassarsi un po’.

Nessuna pecca nell’organizzazione dunque. E chissà quanto saranno stati afflitti gli agenti non vincitori del viaggio premio.

A farne le spese è però il colosso assicurativo che si dichiara estraneo all’accaduto. Munich Re infatti conferma: “Le nostre ricerche hanno accertato che una ventina di prostitute erano presenti durante una serata organizzata nel corso del soggiorno” ma assicura che i 2 manager organizzatori non lavorano più nella filiale e che “questa iniziativa costituisce una grave offesa alla linea della nostra società che non tollereremo”.

Annamaria Balistrieri

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