Mirko La Rocca - 23 maggio 2011


Sorrentino riceve il premio ecumenico

Sorrentino riceve il premio ecumenico

CATANIA, 22 Maggio 2011 – Dopo il grande arrivo a Cannes, fra ovazioni, applausi e i complimenti del Ministro Giancarlo Galan, Paolo Sorrentino vince il Premio della Giuria Ecumenica e assapora la fase delle critiche, quell’attimo cruciale in cui un regista viene a sapere se la propria opera è piaciuta oppure no. Potremmo dire se ha superato l’esame, o quasi.

Variety, che sicuramente potremmo definire la Bibbia dello spettacolo, definisce “cool” l’opera del regista napoletano. Parla di valori quali l’umanità, il calore e il rispetto, trasferiti, nel film, come e meglio di registi del calibro di David Lynch e Quentin Tarantino, si può dire che la battaglia è vinta e che la prima prova americana dell’autore nato e cresciuto a Napoli è andata bene. Ancora, Variety sostiene che nel tempo diventerà sicuramente un film di “culto”. Sulla stessa linea sono anche Hollywood Reporter che esalta la prova del protagonista di This must be the place, sicuramente la “più eccentrica e folle della sua carriera”.

Ci sono anche i pareri contrastanti. Le Monde dice che “il film non convince” e che offre “il più insipido e inetto viaggio negli Stati Uniti mai realizzato da un regista europeo”. Anche Su Le Figaro Eric Neuhoff scrive invece che “Sorrentino eccita e appassiona, ma senza il tono elettrico, febbrile, del Divo” e che per immaginare l’opera bisogna pensare a un Paris-Texas in “versione umoristica”. Insomma in Francia pare non sia piaciuto il film di Sorrentino.

Tirando le somme possiamo comunque dire che Sorrentino è andato davvero bene alla sua prima uscita in una delle premiazioni più importanti nell’ambito del cinema. Un altro tassello per essere fieri di essere italiani, ovviamente scordandoci di tutti i problemi che il nostro Paese tiene con tanta gelosia da qualche anno.

Mirko La Rocca

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