Tommaso Napoli - 5 ottobre 2012


Michael Schumacher annuncia il suo ritiro dalla Formula 1 [video e commenti]

Michael Schumacher annuncia il suo ritiro dalla Formula 1

Michael Schumacher annuncia il suo ritiro dalla Formula 1

Il sette volte campione del mondo di Formula 1, Michael Schumacher, alla vigilia del Gran Premio del Giappone annuncia il suo ritiro dalle corse alla fine della stagione. Dopo la firma di Lewis Hamilton che passa dalla McLaren alla Mercedes, in casa Ross Brawn e in F1 non c’era più spazio per il 43enne ex ferrarista, che dichiara al Mondo: “Alla fine della stagione mi ritiro. E questa volta è per sempre. In questi tre anni non abbiamo raggiunto il traguardo di creare una squadra vincente alla Mercedes, ma a volte impari più in una sconfitta che in una vittoria”. Ecco di seguito la versione integrale della conferenza stampa in cui Michael Schumacher annuncia il suo ritiro dalla Formula 1: “Anche se sono ancora in grado di competere con i migliori piloti, a un certo punto è giusto fermarsi e dire addio. Durante il mese scorso ho riflettuto molto, non ero sicuro di avere le giuste motivazioni e l’energia necessaria per correre ancora. Non è nel mio stile andare avanti se non sono al 100%, ora che ho deciso mi sento più sollevato”. “Ringrazio tutto il mio team per la fiducia che ha sempre riposto in me, adesso voglio concentrarmi su questo finale di stagione. Sono orgoglioso di poter competere ancora con i migliori piloti, ecco perché non mi sono mai pentito del mio ritorno in Formula 1. Sono contento di quello che ho fatto, ma è il momento di dire addio e sono felice di essermi liberato dei dubbi che mi hanno accompagnato negli ultimi mesi”. “Negli ultimi tre anni ho ricevuto tante critiche, in parte anche giustificate, ma è indubbio che in queste tre stagioni abbiamo raggiunto il nostro obiettivo che era quello di essere competitivi nel Mondiale. E’ altrettanto indubbio che non posso rappresentare una buona prospettiva a lungo termine per nessuno. Sono comunque molto felice dei risultati ottenuti durante la mia carriera in Formula 1. Negli ultimi 6 anni ho imparato molto, anche su di me, per esempio che le sconfitte possono essere anche più istruttive delle vittorie e che si deve sempre apprezzare ciò che si ama. Ho allargato i miei orizzonti e sono a mio agio con me stesso. Vorrei ringraziare Mercedes-Benz e la squadra per la fiducia, ma anche tutti i miei amici, colleghi e compagni che nel corso di tutti questi anni mi hanno sostenuto. Più di tutti, pero’, vorrei ringraziare la mia famiglia che è stata sempre al mio fianco, che mi ha permesso di vivere liberamente le mie passioni e le mie convinzioni e che ha condiviso con me le mie gioie”. “E’ tempo di riprendere la vita normale. Non so cosa farò e per ora non prenderò nessuna decisione per il futuro. Voglio solo finire il campionato facendo al 100% il mio dovere”.

I primi commenti dal mondo della F1

Ross Brawn, numero uno della Mercedes, commenta così la decisione del ritiro di Schumacher: “Michael è il pilota del secolo. È stato un privilegio lavorare con lui. Insieme abbiamo vissuto momenti fantastici, a volte anche duri, ma ricordo soprattutto i tanti successi”.

Lewis Hamilton: “Io non mi vedo come il sostituto di Michael. Nessuno può prendere il posto di Schumacher, lui è una leggenda dello sport. Poter correre con lui è stato un vero privilegio. Spero che un giorno potrò ottenere alcuni dei suoi successi”.

Flavio Briatore, commenta con un post su Twitter: “Schumi ha fatto la cosa più intelligente con qualche anno di ritardo…”; poi approfondisce su ‘Panorama’: “Succede a tutti. Schumacher ha 43 anni. Nonostante abbia un fisico integro e abbia sempre dimostrato di essere un ragazzo preparato, non può fare nulla contro l’età che avanza. I riflessi diminuiscono, basta guardare l’ultimo incidente al Gp di Singapore. Per me, si è trattato di un errore nella valutazione della distanza tra la sua macchina e quella che gli stava davanti. E quando succedono queste cose, significa che è arrivato il momento di fermarsi. Anche se non hai a disposizione una macchina competitiva, non sei obbligato ad andare a sbattere contro i muri e fare incidenti”. “In vent’anni di Formula 1, ho avuto due grandissimi piloti, Schumacher e Alonso. Credo che ci vogliano anni prima che ne nascano due così. Di loro ho soltanto dei ricordi fantastici”.

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