Tommaso Napoli - 15 maggio 2013


Beppe Grillo: “Stamattina è venuta la polizia nel nostro ufficio di Milano”

Beppe Grillo: "Stamattina è venuta la polizia nel nostro ufficio di Milano"

Beppe Grillo: “Stamattina è venuta la polizia nel nostro ufficio di Milano”

Il co-fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, in un comizio a Corato, in riferimento all’inchiesta della procura di Nocera Inferiore, portata avanti per i commenti offensivi nei confronti di Giorgio Napolitano pubblicati sul blog beppegrillo.it, ci tiene a far sapere al popolo che in mattinata è arrivata la polizia nei loro uffici di Milano “a chiedere dove sono i server di questi 22 ragazzi che sono stati condannati per vilipendio, ma noi non lo sappiamo nemmeno. Solo noi abbiamo il reato di vilipendio, se fossi il presidente della Repubblica, lo abolirei. Io spero in una nostra affermazione totale perché se non ci affermiamo noi ci saranno le barricate, si dovranno assumere loro la responsabilità. Noi dei 5 Stelle la rabbia la stiamo tenendo, senza di noi esploderà”.

E nel suo Blog arriva il seguente post
“Nell’Italia repubblicana esiste un reato che richiama l’assolutismo monarchico e la figura di Luigi XIV: il vilipendio del presidente della Repubblica. L’articolo 278 del Codice penale lo riporta “Offese all’onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. Chiunque offenda l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni”. Il reato di vilipendio deriva dal Codice Rocco del periodo fascista. Nel ventennio si tutelava dal delitto di lesa maestà la figura del re e di Mussolini, dal dopoguerra i presidenti della Repubblica. Il reato di vilipendio non è qualcosa rimasto sulla carta, a monito. È stato invocato innumerevoli volte, spesso dai partiti a scopi politici, e anche applicato. Il confine tra critica e vilipendio (“considerare vile”) è materia più indefinibile del sesso degli angeli. Inoltre un cittadino, perché il presidente della Repubblica sarà il primo dei cittadini, ma sempre cittadino rimane, non può essere più uguale degli altri di fronte alla legge. Invito il Presidente della Repubblica a chiedere l’abolizione dell’articolo 278 sconosciuto nella maggior parte delle democrazie occidentali”. 22 persone sono indagate per “Offesa all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica” dalla Procura di Nocera Inferiore. In sostanza sotto indagine per “vilipendio”, un termine che può racchiudere qualunque opinione, giudizio, valutazione ritenute offensive. Chi può essere al sicuro di un’eventuale denuncia per una critica al Presidente della Repubblica? Allora, per difendersi, l’unico mezzo è non scrivere più nulla. Bocche cucite. Dita bloccate sulla tastiera. Commenti oscurati. Questo post, per evitare denunce a chicchessia sarà, per la prima volta nella storia del blog, senza possibilità di commento. In futuro, magari, diventerà la regola per tutta la Rete in Italia”.

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  1. EUGENIO MANGANO 16 maggio 2013 at 07:03 -

    La costituzione va cambiata. Cosi siamo nel Medioevo.

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